Livorno - Prosegue senza soste la crisi del Livorno. Chi sperava che l'avvicendamento societario potesse scuotere l'ambiente e invertire la tendenza è rimasto deluso. Così come non aveva sortito l'effetto sperato il ritorno in panchina di Collacchioni che, dopo quattro pareggi consecutivi, è incappato nella prima sconfitta. Il tabù trasferta, con gli amaranto che non vincono una gara lontano dal "Picchi" da settembre, è ormai una realtà immutabile che si è confermata anche al "Lotti" di Poggibonsi dove il Livorno ha collezionato l'ennesima sconfitta.
A dirla tutta, stavolta, il ko è una punizione eccessiva perché gli amaranto, soprattutto nel primo tempo, hanno mostrato un gioco brillante collezionando palle gol a grappoli. Il guaio è che, come troppo spesso è successo in questa stagione, non ne è entrata dentro neanche una per sbaglio mentre gli avversari, praticamente alla prima occasione l'hanno buttata dentro. Il Livorno a quel punto ha accusato il colpo e, nonostante tutto un tempo da giocare, se si esclude la palla gol clamorosa capitata sulla testa di Giuliani all'ultimo istante, non ha creato granché.
Un copione noto che, adesso, rischia davvero di costare i playoff. La vittoria del Flaminia nello scontro diretto con il GhiviBorgo adesso mette davvero alle strette i ragazzi di Collacchioni a cui è rimasto un solo, ma preziosissimo, punto di vantaggio sui civitonici (con cui però si è in vantaggio negli scontri diretti in caso di arrivo a pari punti). Se domenica prossima non dovesse arrivare una vittoria nell'ultima gara interna della stagione contro la pericolante Orvietana, la situazione potrebbe precipitare in modo probabilmente irrimediabile.
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