Livorno – Dopo l’esordio del Livorno in Coppa Italia contro la Torres, nonostante la sconfitta, è forte l’idea che la squadra amaranto, quest’anno, sotto la guida di mister Alessandro Formisano, abbia grosse potenzialità, anche se ancora esprimere. A far ben sperare è stato in particolare il secondo tempo giocato, ma più in generale in generale l’atteggiamento che la squadra ha messo in campo a Sassari, che ha ricalcato quello visto nell’amichevole giocata allo stadio Picchi contro il Seravezza Pozzi.
Resti chiaro che la stagione che inizierà venerdì prossimo, 22 agosto, contro la Ternana sarà certamente complessa e non senza difficoltà. Sono diverse le squadre che, sulla carta, ai nastri di partenza sembrano più attrezzate del Livorno. Una tra queste è proprio la Torres che ha chiuso lo scorso campionato al terzo posto, anche se in estate ha cambiato diversi giocatori. Poi, naturalmente, ve ne sono altre, ad esempio Ascoli ed Arezzo, cui andranno aggiunte, strada facendo, le classiche sorprese della stagione.
Tuttavia è la sensazione è che il lavoro svolto in sede di mercato dal direttore sportivo Alessandro Doga, in sintonia con Formisano, sia stato e sia ben calibrato e soprattutto con un importante sguardo al futuro prossimo. Questi sono due fattori mai scontati eppure molto importanti: la condivisione degli obbiettivi tra società e mister, infatti, è fondamentale per la costruzione di una squadra ed i calciatori arrivati, in questo caso, sembrano essere tutti profili scelti o comunque molto apprezzati dal tecnico campano.
Il fattore giovane età è molto importante per affrontare una stagione di “transizione” come è stata immaginata questa che si sta per avviare. Profili come quello dell'ultimo arrivato Samuele Ghezzi, giocatore poliedrico classe 2005 che è stato capitano della Primavera dell’Atalanta, oppure di Alessandro Malva, classe 2004, anche a Sassari tra i migliori in campo, od ancora come Leon Baldi, classe 2003, difensore pescato a Matera, od anche di Davide Gentile, difensore capace di ottime sortite offensive, anche lui classe 2003, sono tutte opzioni che possono garantire al club buone certezze per il presente ed ottime possibilità di crescita nel futuro. Lo stesso Antonio Cioffi è un calciatore classe 2002 con ottime potenzialità e già capace di vincere un trofeo come la Coppa Italia di Serie C. Non è un caso che il Napoli abbia deciso di cederlo solo in prestito. Senza dimenticare, chiaramente, il difensore italo-nigeriano Samuel John Nwachukwu, classe 2005, arrivato in prestito dal Verona Hellas.
La gioventù va poi ovviamente saputa aspettare. Bisogna dare modo ai ragazzi di crescere e di sbagliare, ma in questo processo giocatori esperti come Federico Dionisi, Zaccaria Hamlili o anche il nuovo arrivato Salvatore Monaco, possono aiutare molto.
Il lavoro di mercato tuttavia non è ancora finito. La squadra necessita sicuramente di alcuni rinforzi, soprattutto per il reparto offensivo. Ciò che sembra mancare è un giocatore che conosca la categoria e che possa assumere al ruolo di goleador della squadra. In questo senso, in effetti, il profilo di Samuel Di Carmine, o di uno come lui, sarebbe molto importante. Un nome di valore, là davanti, potrebbe completare un reparto in cui, a parte Dionisi e un po’ Simone Rossetti, sono tanti i giocatori con relativamente poca esperienza in Serie C, ad esempio Matteo Panattoni e il già citato Malva. Per quanto riguarda Rossetti, il giocatore si è riscoperto goleador nella scorsa stagione, anche grazie alla cura di mister Paolo Indiani, così adesso è in cerca della conferma.
I tre portieri, tutti ottimi, completano una rosa giovane ma di qualità, che oggettivamente può solo crescere: Jacopo Seghetti, classe 2005, è in prestito dall'Empoli, ma accanto a lui sono comunque affidabili e di prospettiva anche Filippo Tani, classe 2005, e Nicolae Danko Ciobanu, classe 2006, entrambi confermati dalla società amaranto.
La strada del Livorno, per il campionato che sta per iniziare, sembra quindi ben tracciata e in prospettiva potrebbe durare almeno due o tre anni. I prossimi giorni, però, serviranno certamente a Doga, per rendere questo sentiero una strada su cui viaggiare con comodità.
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