Livorno – Questo mese di gennaio è fondamentale per gli amaranto. Almeno, dovrebbe esserlo. Ma ci pare che l’incertezza regni sovrana. Incertezza sul mercato di riparazione, decisivo data la terribile situazione di classifica, che dovrebbe prevedere innesti mirati e soprattutto un attaccante con tanti gol nelle gambe e che accetti questa sfida che ai più appare impossibile. In tal senso il nuovo direttore sportivo, Vittorio Cozzella, ha recentemente affermato di avere le idee chiare. Ce lo auguriamo vivamente.
Più di tutto, ciò che conta realmente, sono però le certezze che mancano sul futuro societario. Perché, a prescindere dal miracoloso obiettivo del mantenimento della categoria, bisogna che il futuro del Livorno si regga su basi solide. Negli anni le voci sulle possibili cessioni sono state molte, ma il Livorno è sempre rimasto nelle mani della famiglia Spinelli. Mani solide da un punto di vista economico, per carità, ma ormai appare necessario un cambio di rotta con uno sguardo lontano, con investimenti importanti sul settore giovanile e sullo stadio. In tal senso le voci di un possibile passaggio delle quote previste per l’8 gennaio 2020, come aveva affermato lo stesso presidente Aldo Spinelli, si sono via via affievolite per poi spegnersi nel nulla. E il gruppo di imprenditori che sembravano interessati all’acquisto guidati da Antonio Ciuffarella, proprio per l’attenzione al progetto di rifacimento dello stadio Armando Picchi, parevano finalmente la svolta giusta.
Questo clima di continui cambiamenti preventivati e mai attuati, di contrasti tra Spinelli padre e figlio, Aldo e Roberto, sulle differenti visioni relativamente al futuro del Livorno, rischia di scoraggiare sempre di più una piazza che meriterebbe ben altro, almeno di poter credere in un nuovo progetto, di ritornare a riempire l’Ardenza a prescindere dai risultati dell’oggi ma con la consapevolezza che forse il domani sarà diverso.
Autore: David Mosseri / Twitter: @davidmosseri31
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