Nel segno di Hamza

11.11.2020 23:30 di Luca Aprea Twitter:    Vedi letture
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Nel segno di Hamza

Livorno - Domenica scorsa, suo malgrado, Hamza Haoudi, è finito al centro delle cronache per l'increscioso episodio degli insulti razzisti ricevuti al "Moccagatta" di Alessandria (da una persona subito identificata dalla società piemontese). La sua risposta - arrivata via Instagram - è stata nel segno della maturità: "Dal 'basso' dei miei 19 anni cmi ritengo molto più uomo di chiunque allo stadio si permetta di esprimersi in questa maniera non solo in uno stadio, ma in un qualunque luogo". 

Parole che la dicono lunga sull'integrità morale e il valore di un ragazzo che, complici le note vicende che hanno coinvolto la società amaranto - partita dopo partita si è lentamente imposto come uno dei perni del centrocampo evidenziando tecnica, personalità e mostrando un'intelligenza tattica davvero rara per un giocatore così giovane.

Contro la Giana Erminio, nella gara in cui il Livorno è sceso in campo con una maglia speciale per dire ancora una volta il suo No a ogni forma di razzismo, Haoudi si è preso la scena sul campo con una prestazione straordinaria impreziosita dalla doppietta che, di fatto, ha deciso la partita. Grazie ad altrettanti assist di un ispirato Tino Parisi con due stecche da biliardo il buon Hamza ha messo al tappeto l'avversario trovando quella che, azzardiamo, può essere una prima consacrazione. Sì, in questa squadra Haoudi è più di un titolare ma uno elemento chiave: lo dicono i numeri ma lo dicono soprattutto le prestazioni. Mister Dal Canto giustamente a fine gara ha cercato di gettare acqua sul fuoco dell'entusiasmo per tenerlo sul pezzo ma sabato sera, contro la Carrarese, con l'assenza per squalifica di Agazzi,  Haoudi sarà chiamato a un ulteriore esame: quello di provare a guidare un reparto ridotto davvero ai minimi termini. Come avversario troverà Andrea Luci, il passato del centrocampo amaranto, la Storia recente di questa squadra. Una bandiera tutt'altro che ammainata. Sarà una sorta di passaggio di consegne. Si guarderanno, si saluteranno e poi si scontreranno in campo. Entrambi a testa alta.