Tre ipotesi per il futuro del Livorno

20.12.2020 21:27 di Marco Ceccarini   vedi letture
Tre ipotesi per il futuro del Livorno
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Livorno – Il pareggio conquistato in rimonta nel derby contro la Lucchese oggi pomeriggio, domenica 20 gennaio, se da una parte lascia un po' di amaro in bocca in quanto contro l'ultima della classe bisognerebbe sempre vincere, dall'altra conferma il clima di ritrovata serenità in casa amaranto, visto come si erano messe le cose in campo all'Ardenza. Non è da disprezzare sia in vista della difficile trasferta di Como che dell'assemblea dei soci in calendario il giorno 24 dicembre. Si tratta di un punto utile nella consapevolezza che esso può avere anche una ricaduta societaria in quanto le cose, quando si rimettono a livello tecnico, vanno poi meglio anche a livello organizzativo, e viceversa.

Senza voler sminuire l'appuntamento sul campo del Como del 23 dicembre, in ogni caso, è l'assemblea del giorno dopo il vero spartiacque dal quale dipenderanno anche le cose sportive.

Che cosa potrebbe accadere alla vigilia di Natale? Proviamo ad immaginare tre scenari, tutti ipoteticamente possibili, anche se uno, il primo, secondo noi è più possibile degli altri.che de

Lo scenario principale, secondo noi, è che la società, da qui alla fine della stagione, venga sostenuta economicamente dal patron storico del sodalizio amaranto, Aldo Spinelli, con gli altri quattro soci, ovvero Silvio Aimo, Rosettano Navarra, Mauro Ferretti e uno tra Rosario Carrano ed Umberto Casella, a corollario della compagine societaria. In questo caso, quasi certamente, Giorgio Heller sarebbe confermato presidente, mentre Aimo assumerebbe la carica di amministratore delegato. Heller, in questa situazione, avrebbe probabilmente anche il compito di trovare un acquirente per il club di via Indipendenza, dato che una delle attività che maggiormente svolge con la fondazione Roma Capitale è proprio quella di trovare risorse o partner od anche acquirenti in operazioni di carattere societario e finanziario.

Un altro ipotetico scenario presuppone che Navarra, il quale ha più volte manifestato la volontà di impegnarsi maggiormente nel Livorno, incrementi il proprio peso nell'assetto societario, magari con l'acquisizione delle quote di qualche altro socio. In questo caso, con ogni probabilità, lo stesso Navarra assumerebbe la carica di presidente, mentre Heller potrebbe svolgere il ruolo di amministratore delegato. Non si comprende però perché Navarra, che nelle scorse settimane ha avuto più di un'occasione per assumere il controllo della società, dovrebbe cambiare strategia ed acquisire nei prossimi due o tre giorni ciò che non ha acquistato fino ad ora.

La terza ipotesi, invece, potrebbe riguardare il rientro in società di Carrano. La rivolturizzazione delle quote a favore del gruppo Sicrea di Casella, attuata dalla Camera di commercio di Livorno su richiesta unilaterale di Sicrea, potrebbe essere annullata in sede giudiziaria, se Carrano dovesse impugnare il provvedimento, dato che, secondo quanto risulta ad Amaranta.it, non vi sarebbe stato un mancato rispetto dei pagamenti dal momento che, secondo quanto sembra, nel contratto non sarebbe stata specificata nessuna data da rispettare in modo tassativo. Non è detto in ogni caso che a Carrano interessi fare ricorso contro la decisione di riassegnazione delle quote operata in Camera di commercio.

Illustrati i possibili scenari, la sensazione è che il primo di questi, relativo a Spinelli impegnato a sostenere economicamente il club con Heller intento ad individuare un investitore per rilanciare il Livorno, sia effettivamente quello maggiormente possibile.

In questo caso, però, va detto fin da ora che, soprattutto in un periodo come questo dove la pandemia da covid-19 sta condizionando la vita sociale ed economica sotto ogni aspetto, non sarà facile nemmeno per un professionista come Heller, la cui attività si svolge principalmente nel settore dell'intermediazione, trovare il giusto acquirente del Livorno. Sei sette mesi a partire da gennaio, come minimo, occorreranno tutti, se non di più, sempre che si vogliano fare le cose per bene. Se poi tutto si dovesse concludere prima, tanto meglio. Ma Roma, ricordiamolo, non fu fatta in un giorno. E l'operazione che ha portato il Milan nella proprietà del fondo Elliott di Paul Elliott Singer, a conti fatti, è durata più di due anni.