Livorno - La sua era, formalmente, prenderà il via il 1° luglio ma, di fatto, Joel Esciua ha scelto un mercoledì di aprile per presentarsi pubblicamente al popolo livornese. Il nuovo comandante - in pectore - del veliero amaranto arriva da lontanissimo, San Paolo del Brasile. Finalmente, colui che fino a questo momento per tutti i tifosi era poco più di un nome, un'entità astratta, nota essenzialmente solo a istituzioni, dirigenti e media, adesso ha un volto e una voce. E parla un perfetto italiano.
Introdotto dal sindaco Luca Salvetti, che per lui ha speso parole più che lusinghiere, e dal presidente onorario Enrico Fernandez Affricano il finanziere anglo-brasiliano ha dimostrato di conoscere molto bene non solo la storia della squadra e della città ma anche umori e caratteristiche dei livornesi. Del resto, il suo interesse per il Livorno non è nato in questi giorni. Il suo nome era già salito agli onori delle cronache al momento della costituzione della nuova società e, la trattativa per l'acquisizione del club, molto rapida, parte in realtà da un accordo maturato nei mesi scorsi. L'accordo, dunque, è il culmine di percorso iniziato molto tempo fa.
Nel corso della presentazione, da un punto di vista strettamente dialettico, Esciua non ha sbagliato niente: nessuna promessa roboante, riserbo sui nomi nel rispetto di chi sta lavorando per altre società, ringraziamenti ai "ciceroni" che lo hanno accompagnato alla scoperta della città e riconoscimento dei meriti del suo predecessore. Detto questo il nuovo patron amaranto ha dimostrato di avere già le idee chiare. Dal probabile ritorno al Centro Coni di Tirrenia per gli allenamenti, alla volontà di togliersi subito dalla Serie D affidandosi a gente di categoria, fino all'obiettivo di tornare in Serie B nell'arco di cinque stagioni. Sano realismo ma anche molta ambizione, come è giusto che sia, per questa nuova sfida. Le parole sono quelle giuste, la speranza, è che arrivino anche i fatti. Livorno lo merita.
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