Il Livorno siamo noi

08.07.2021 19:52 di Marco Ceccarini   vedi letture
Il Livorno siamo noi

Livorno – Domani, venerdì 9 luglio, sarà una giornata campale per il Livorno. Una giornata da dentro o fuori. Sul tavolo c’è una proposta concreta, che sarebbe onorevole per chi lascia e buona per il futuro della società amaranto, perché una cosa è certa: l’era Spinelli si è conclusa, deve ritenersi ormai chiusa, finita per sempre, senza possibilità di replica. La proposta è che due soci, Aimo e Cornaglia, prendano il cento per cento del club per traghettarlo verso altri proprietari e quindi verso un nuovo futuro. Il fatto che i due soci debbano accompagnare il club verso un futuro diverso è cosa naturale. Ma perché questo accada occorre che Spinelli, domani, copra con almeno 700 mila euro parte del debito esistente. Se così non sarà, il presidente uscente Aimo o il sindaco revisore unico Mastrangelo dovranno portare i libri in Tribunale. Non ci sono alternative. Spinelli deve farsene una ragione. La città di Livorno non lo vuole. Non si può stare in Paradiso a dispetto dei santi.

Oggi, nel frattempo, il sindaco Salvetti ha organizzato e svolto una riunione con club organizzati ed ultras della curva, stampa e semplici sportivi, per tastare il polso della tifoseria e più in generale della città di Livorno. C'è chi vorrebbe l'azzeramento di tutto, chi puntare sulla Pro Livorno, chi crede che il lavoro che sta facendo Amelia per favorire il passaggio di proprietà sia il solo possibile, chi sogna l'azionariato di Livorno Popolare, chi vuole Maurya ed addirittura chi tatticamente vorrebbe parlare con Spinelli per salvare il Livorno. Non vi è e non vi può essere unità di vedute. Questo è logico. Ma tutte le idee sono nobili, in ogni caso, perché espressione di uomini e donne che amano il Livorno e la città di Livorno. Una cosa però è certa: tutti vogliono che per il Livorno si apra una nuova stagione della sua più che centenaria storia.

Livorno, è l'ora di ruggire! La città deve essere unita, per nella diversità delle vedute e delle posizioni, nell'obiettivo primario di riappropriarsi della propria tradizione calcistica. Una volta girata pagina, discuteremo del resto. Il Livorno siamo noi. Chi viene e chi va deve saperlo chiaramente. La vecchia Unione può e deve avere un futuro.