Livorno – “Ci sono promozioni che arrivano con i punti. E poi ci sono quelle che si conquistano ogni giorno: con il fango sulle maglie, con l’impegno silenzioso degli allenamenti, con la fiducia costruita passo dopo passo. L’Unicusano Livorno Rugby è ufficialmente in Serie A1”.
Così inizia il comunicato con cui il Livorno Rugby 1931 Unicusano ha annunciato nella tarda serata di oggi, lunedì 21 luglio, l’inserimento nel girone 1 della Serie A, il secondo livello della palla ovale italiana, arrivato dopo la rinuncia del Paese e della Lazio, quest’ultima appena retrocessa dalla Élite.
“Primo nel girone Sud con 82 punti su 90, protagonista di una stagione dominata e di playoff giocati ad altissimo livello”, si legge nella nota stampa, il Livorno Rugby “era già lì”, pronto a salire se le condizioni si verificavano. E così è stato: “Un traguardo che premia un progetto tecnico e umano, costruito nel tempo con coerenza e identità”.
“Questa non è solo una promozione, è un passaggio: da ciò che siamo stati, a ciò che vogliamo diventare. Insieme”, spiega Giovanni Riccetti, presidente del club da tredici anni, che guida con visione e senso di responsabilità. “Ora il club imbocca una strada sportivamente in salita, ma lo fa con l’orgoglio di riaffermare la nostra filosofia: il Livorno Rugby dei livornesi, e non solo. Un rugby che si allena con la testa alta e si vive con il cuore”.
Si tratta di una promozione per la quale il presidente Riccetti chiama in causa anche la città: “Portare il rugby di alto livello a Livorno non è un ambizione personale, ma un dovere collettivo. Il rugby è educazione, comunità, cultura del sacrificio”.
Al centro di questo percorso ci sono i giocatori, a partire dal capitano Giacomo Gragnani, uomo-squadra e simbolo di equilibrio: “Questo è un risultato voluto, cercato e meritato. Non vediamo l’ora di iniziare questa nuova avventura per continuare a crescere e lottare per nuovi obiettivi”. Ma anche
Un progetto tecnico di spessore: “La nuova stagione in A1 sarà guidata da una figura di spessore del rugby italiano: Gianluca Guidi, già allenatore della Nazionale U20, delle Zebre e di club come Calvisano e Fiamme Oro. Sarà Director of Rugby dell’Unicusano Livorno”.
“Qui non c’è solo una squadra, c’è un sogno collettivo. Il mio impegno è aiutare questi ragazzi a crescere, a imparare il senso del sacrificio e del gioco di squadra. Perché il rugby, a Livorno, è molto più di uno sport”, ha dichiarato Guidi. Accanto a lui, due tecnici-giocatori cresciuti nel club: Antonio Tangredi e Rocco Del Bono.
Tangredi, pilone sensibile e carismatico, guiderà la mischia: “L’A1 è un traguardo importante: torniamo nella top20 del rugby italiano, dopo una stagione vissuta con il cuore in mano. Ora ci attende una sfida dura ma bellissima: vogliamo migliorarci ogni giorno, restando fedeli alla cultura del lavoro che ci ha resi squadra”.
Del Bono, apertura-estremo istintiva e creativa, si occuperà dell’attacco: “Sarà un’esperienza entusiasmante, soprattutto per i più giovani. Dare loro strumenti e fiducia, accompagnarli nel percorso di crescita è la mia motivazione più grande”.
I giovani sono al centro del progetto del Livorno Rugby Unicusano. Nel comunicato si legge: “È proprio attorno ai giovani che ruota l’intero progetto. Il salto in A1 non è solo un riconoscimento sportivo, ma anche la conferma di un vivaio tra i più produttivi in Italia. Otto ragazzi sono stati convocati nelle Accademie federali: Pietro Celi, apertura 2006, visione e freddezza; Christian Brasini, pilone solido e silenzioso; Jacopo De Rossi, tallonatore generoso, figlio di Andrea De Rossi, colonna del rugby italiano. A Roma, nell’Accademia U19, ci saranno: Edoardo D’Ammando, mediano lucido; Leonardo Tosi ed Augusto Alessandri, piloni potenti; Romeo Celi, apertura estrosa; Giulio Lenzi, mediano instancabile”.
Sono numeri, si osserva, che testimoniano la forza di una scuola che, da quasi cent’anni, forma atleti e uomini. E che parte dai più piccoli: dal minirugby, cuore pulsante del club.
“Ogni bambino che cade e si rialza, che placca troppo in alto o calcia storto, è parte del nostro futuro. È lì che nasce tutto. È per loro che costruiamo”, si legge nella nota stampa. Che conclude sulla condivisione della visione proposta: “L’A1, per l’Unicusano Livorno Rugby, non è un punto d’arrivo. È una scelta. È un orizzonte. È un nuovo inizio che parla di futuro, di comunità, di passione. Una squadra costruita giorno dopo giorno, da chi allena e da chi impara. Da chi guida e da chi segue. Da chi c’era. Da chi ci sarà. Perché il Livorno Rugby non è dei singoli. È di chi lo vive. Di chi lo ha vissuto. E, soprattutto, di chi verrà”.
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