Livorno - La zampata di Dubickas, al suo primo gol in un campionato professionistico, ha salvato il Livorno dal quarto ko consecutivo e permette di andare a Novara con un minimo di fiducia in più.
Prendiamoci il bicchiere mezzo pieno, questa squadra sta nuotando in un mare in tempesta; se ci fermiamo un attimo a riflettere tutte le vicissitudini che questo gruppo ha affrontato e le condizioni in cui prepara le partite è quasi un mezzo miracolo essere ancora aggrappati alla salvezza a questo punto della stagione.
Muovere critiche a questa squadra come alla gestione tecnica della stessa oltre a dividere ulteriormente la piazza distrae da quella che è la cruda realtà, una società inesistente capace a più riprese di distruggere un patrimonio sportivo di anni e di trascinare una società gloriosa verso il fallimento e la scomparsa dal calcio professionistico.
In questo mare in tempesta la squadra e lo staff tecnico, in primis il diesse Rubino e l'allenatore Dal Canto, stanno facendo il possibile per salvare il salvabile, mostrando un attaccamento alla maglia e alla causa encomiabile partita dopo partita. Stringe il cuore e riempie d'orgoglio vedere due persone arrivate da pochi mesi in questa società mostrare un simile amore verso i nostri colori.
Al mister in particolare è stata di fatto distrutta la squadra con cui era partito a metà agosto, depauperata dei suoi migliori elementi, e sostituiti con quello che passava al convento alle condizioni del Livorno calcio, quindi con giocatori svincolati, fermi da tempo o provenienti da campionati dilettantistici dall'altro capo del mondo.
Un'impresa che è ancora più titanica se si pensa al rischio che comporta dover chiedere di forzare i tempi a giocatori che non giocano da mesi: lo abbiamo visto con Evan's e poi con Mazzarani (entrambi fermi almeno per un mese), e facciamo i debiti scongiuri che la lista non vada ad allungarsi ulteriormente perchè a quel punto toccherebbe al mister e al ds riprendere gli scarpini appesi al chiodo e dare una mano alla squadra.
La gara di Olbia è stata tutto questo: una squadra capace di fare gioco per un'ora e passare in doppio vantaggio, per poi accusare un logico crollo fisico e mentale e subire tre gol in poco più di un quarto d'ora. Comprendiamo anche la poca voglia del mister di presentarsi alla sala stampa, perchè andarsi a prendere le responsabilità quando altri dovrebbero intervenire e metterci la faccia?
Siamo d'accordo in tutto e per tutto con la curva: nessuno tocchi Dal Canto e i suoi ragazzi, vittime come tutta la città dei magheggi di qualche faccendiere senza scrupoli. E questo è già un miracolo: una tifoseria spesso divisa in tutto e per tutto che si ritrova nell'amore per la maglia e nella passione del suo allenatore e del suo ds, gli unici forse che credono ancora che il Livorno possa salvare la categoria.
Sosteniamo la squadra, che non si sentano soli in questo momento difficile, ma che possano capire cosa significa il calore e la passione di una piazza che può ritrovarsi unita in questo momento difficile. Perchè siamo già risorti ben quattro volte, e nelle difficoltà Livorno ha sempre trovato in sè la forza per risalire e tornare più forte di prima.
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