Livorno – La gestione di una società di capitali, come ben sa chiunque abbia un minimo di conoscenza delle cose imprenditoriali, non è semplice e non è possibile svolgerla, anche volendo, come se fosse un bilancio familiare. Ci sono vincoli e passaggi formali dai quali non si può prescindere. Il percorso, dunque, non può essere immediato. E se ci sono difficoltà ed impedimenti, come nel caso del Livorno, non può essere neanche agevole. Occorrono tempi che sono anche tempi tecnici. Tempi, oltretutto, che si allungano quando le complicanze non sono solo di natura burocratica e si accavallano tra loro.
La sottoscrizione da parte di tutti i soci della ricapitalizzazione avvenuta ieri, mercoledì 25 novembre, è probabilmente il punto di arrivo di un lavoro svolto di comune accordo tra le varie componenti della società. Il che è positivo, ma non significa che tutto è risolto, tutto è ripianato, che siamo a posto. In teoria, però, l'aumento di capitale è propedeutico alla messa in atto di una gestione normale del club di via Indipendenza.
A ben vedere la ricapitalizzazione a 3 milioni era una sorta di atto dovuto, anche se non obbligatorio, che tuttavia adesso deve essere portato a compimento nei tempi previsti da coloro che l'hanno sottoscritto. I quali, sia chiaro, non sono obbligati a darvi seguito all'unisono. In altre parole, per fare un esempio, se Tizio, Caio e Sempronio decidono di aumentare il capitale della loro società, ma poi uno dei tre, diciamo Tizio, si tira indietro, è libero di poterlo fare, con la conseguenza che Caio e Sempronio potranno sottoscrivere loro, entrambi od anche uno solo, le quote di Tizio. Ciò naturalmente farà diminuire la partecipazione di quest'ultimo. Un passaggio, questo, che potrebbe avvenire in modo più veloce se Tizio accettasse di far intervenire al suo posto Caio o Sempronio od entrambi nelle more dei tempi previsti, in modo più lungo ed articolato se lasciasse scadere i termini senza far nulla. Nel caso del Livorno, dove si è stabilito che i soci hanno quindici giorni per provvedere al pagamento, secondo quanto ha detto Heller, il gruppo Carrano è disposto ad intervenire al posto di quei soci che, eventualmente, dovessero scegliere di non onorare il corrispettivo dovuto. L'altra ipotesi, quella che non tutti onorino le quote di propria spettanza, appesantirebbe il quadro ed allungherebbe i tempi.
In ogni caso, in una situazione come quella attuale, che vede un percorso già avviato, tutta questa contrarietà nei confronti della nuova dirigenza, espressa ancora prima che siano trascorsi i tempi tecnici, potrebbe oggettivamente creare delle inutili difficoltà. Questo, naturalmente, non significa che le critiche non debbano o non possano esserci. Idem i dubbi e le perplessità. Ma intanto vediamo se nei prossimi giorni qualcuno inizia, finalmente, ad iniettare denaro fresco nelle casse della società amaranto. Vi sono scadenze che vanno onorate adesso, non tra un mese. E la piazza sportiva, ancora profondamente delusa per quanto accaduto negli ultimi tempi, ha bisogno di un segnale forte e chiaro.
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