Livorno – In un momento di grande crisi per il Palio marinaro e di tutto il movimento remiero cittadino, con le polemiche sull’organizzazione condotta sotto l’egida della Federazione di canottaggio a sedile fisso e non più in via esclusiva del Comune di Livorno, vedere un uomo come Cristiano Lucarelli, ex capitano del Livorno ed attaccante Nazionale italiana, oggi allenatore emergente con la sua Ternana, un uomo insomma che potrebbe tranquillamente starsene a casa, oppure a fare la bella vita in vacanza, scendere in acqua e sudare dopo essersi allenato per settimane, è un bel messaggio. Lo è per il Palio, che ha bisogno di esempi positivi per il suo rilancio e la sua riscossa, ma lo è ancora di più per il significato profondo dello sport, che è impegno agonistico, sudore, fatica e tempo tolto alla propria famiglia, agli affetti, alle amicizie.
Non importa se il Labrone è arrivato ultimo. Lo abbiamo visto, Lucarelli, mentre con una maglietta bianca se ne stava in un angolo sul gozzo trainato dalla gabbianella che riportava l’armo alla cantina. Ci è sembrato soddisfatto. Magari deluso per l’ultima posizione, questo è logico, ma probabilmente soddisfatto per non aver lasciato nulla di intentato e per essersi misurato con qualcosa con cui forse, se non avesse fatto il calciatore professionista, si sarebbe già cimentato da molto tempo.
Non importa, dunque, la classifica della gara dei gozzi a dieci. Quella va in subordine. Perché quello di Lucarelli, al di là di essa, è stato uno sforzo utile e positivo, uno sforzo che andrebbe saputo sfruttare dagli organizzatori del Palio perché rappresenta uno spot per la tradizione remiera cittadina e per le radici popolari da cui questa tradizione prende vita. Ma non solo. Rappresenta anche un messaggio positivo che va oltre lo sport. Gareggiando per il Labrone, ossia per i quartieri nord, quelli più sfortunati da cui lui proviene, ha anche indicato ed indica ai giovani che le proprie origini non devono mai essere rinnegate, nemmeno quando la vita ti regala occasioni di successo e di conseguenza ti garantisce quell’agiatezza che potrebbe far perdere la memoria.
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