Livorno - Ancora tu...ma non dovevamo vederci più? Chissà se qualche tifoso del Livorno ha fischiettato il vecchio tormentone di battistiana memoria quando con un occhio al calendario, ha visto il Figline come prossimo avversario di scena all'Ardenza. Battute musicali a parte, è chiaro, che, quest'estate, al momento della compilazione dei calendari una sottolineatura sia andata alla gara di domenica 3 dicembre. La storia è nota e travalicò, per la sua natura grottesca e farsesca, anche i confini regionali. La poule promozione a tre per la Serie D con i gialloblu e il Tau, la sconfitta all'Ardenza, la farsa di Altopascio e la conseguente revoca della promozione al club valdarnese. Nella stagione successiva, il Figline, rivoluzionato nei quadri societari, ha conquistato sul campo, e senza sotterfugi, la promozione in D. E adesso, lo ritroviamo nuovamente come avversario.
Ma, ahinoi, il Livorno si presenta all'appuntamento in un clima pesante dopo il pasticciaccio brutto di Gavorrano con il caso Bassini, la sconfitta a tavolino e la conseguente eliminazione dalla Coppa Italia in arrivo e le dimissioni del team manager Gianni Palumbo. Una situazione che ha dato un ulteriore scossone a un rapporto, non certo idilliaco, tra la proprietà e lo zoccolo duro della tifoseria amaranto. Un episodio davvero evitabile che "sporca" un momento in cui il Livorno è apparso in ripresa. La distanza con la vetta si è accorciata e alla vittoria contro il Cenaia deve far seguito un altro risultato positivo per confermare che il tabù interno era dovuto solo al valore degli avversari incontrati e non a una sorta di "complesso" verso quello che deve tornare ad essere la roccaforte in cui costruire le proprie fortune.
L'avversario di turno, fatte salve le sopracitate vicende passate, che peraltro hanno coinvolto, in larga parte, protagonisti che, da una parte e dall'altra, in campo e fuori, hanno preso altre strade è comunque da prendere con le molle perché, nonostante si tratti di una matricola, ha già dimostrato di non aver sofferto il salto di categoria. Inoltre, i gialloblu, ruolino di marcia alla mano, fuori casa hanno fatto più punti che al "Del Buffa" (tre vittorie, due pari e una sola sconfitta, a Orvieto). Un rendimento che li ha issati a ridosso delle zone nobili della classifica e che con un margine rassicurante rispetto alla zona calda. La classica squadra che arriva senza pensieri e gioca con serenità godendosi lo stadio più importante del campionato.
Per quanto riguarda le formazioni mister Favarin avrà qualche problemino in attacco dove mancheranno gli infortunati Menga, Cori e Frati. Scelte dunque obbligate con Giordani, Mutton e Cesarini, anche lui non al top. In mezzo al campo si rivedrà capitan Luci che ha scontato (lui sì...) il turno di squalifica. Conferme per Curcio, calatosi al meglio nel contesto amaranto e Albieri tra i pali al posto dell'acciaccato Biagini. Una scelta che, per gli incastri delle quote dovrebbe regalare, esattamente come successo a Montevarchi domenica scorsa, una maglia da titolare a Camara. In casa gialloblu il tecnico Tronconi dovrà fare a meno di Sesti fermato per due giornate dopo il rosso diretto rimediato nella gara persa col FolGav. Osservato speciale l'esterno offensivo albanese Zhupa, capocannoniere della squadra con 4 reti.
Fischio di inizio domenica 3 novembre alle ore 14.30. Arbitra Liotta di Castellammare. Obiettivo vincere per continuare la rincorsa alla vetta e, visto che il Natale si avvicina, l'occasione è buona per mettersi alle spalle tutti i fantasmi: passati, presenti e futuri.
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