Niente Nuova Zelanda per Lucchesi e Mori, salta la tornée dell'Italia

10.05.2021 16:12 di Gabriele Gianfaldoni Twitter:    vedi letture
Niente Nuova Zelanda per Lucchesi e Mori, salta la tornée dell'Italia

Livorno - La Federazione Italiana Rugby ha ufficializzato che il tour estivo degli azzurri in Nuova Zelanda originariamente programmato per il mese di luglio, con due test-match contro gli All Blacks il 3 ed il 10 luglio, non avrà luogo. La decisione è stata assunta a seguito di consultazioni con World Rugby, New Zealand Rugby Union e con le autorità governative e sanitarie dei due Paesi e dopo aver esplorato ogni possibile alternativa. In merito queste le dichiarazioni del presidente della Fir, il livornese Marzio Innocenti: “Anche nel rugby odierno le tournée estive continuano a rappresentare una preziosa avventura umana e sportiva. Un tour in Nuova Zelanda, la possibilità di sfidare gli All Blacks in due test-match consecutivi, è l’ambizione di ogni giocatrice o giocatore. Per la nostra Nazionale, per i tanti giovani che nelle ultime stagioni si sono affacciati sul palcoscenico internazionale, il tour di questa estate avrebbe rappresentato un eccezionale momento di formazione. Dopo lunghe e costruttive consultazioni tra le nostre Federazioni e le rispettive autorità nazionali, e dopo aver esplorato possibili alternative insieme a World Rugby, abbiamo dovuto prendere atto, nostro malgrado e con nostro profondo dispiacere, di come le condizioni attuali rendessero preferibile per la Nazionale concentrare le energie in vista della serie autunnale. Il calendario internazionale 2021 ci consentirà di ricevere gli All Blacks nel nostro Paese il prossimo autunno, un appuntamento che già ci vede impegnati per poter offrire al nostro movimento ed ai nostri appassionati una indimenticabile giornata di rugby ed un importante messaggio di ripartenza”. Nelle fila azzurre, sarebbero stati sicuramente protagonisti della tournèe in Nuova Zelanda anche i due giovani fuoriclasse della palla ovale livornese, i classe 2000 Gianmarco Lucchesi e Federico Mori: i due validissimi atleti fanno stabilmente parte della rosa dell’Italrugby dallo scorso autunno. Globalmente sono sei i caps finora collezionati dal tallonatore Lucchesi, nove quelli del trequarti centro (e all’occorrenza ala) Mori. L’avanti Lucchesi, alto 184 cm e peso 110 kg, 21 anni il prossimo 10 settembre, ha iniziato l’attività a sette anni nei Lions Amaranto Livorno. Nel 2015, sempre come tesserato Lions, il passaggio al Granducato, la franchigia giovanile nata quell’estate (franchigia frutto del proficuo lavoro sinergico svolto dagli stessi Lions Amaranto e dagli Etruschi). È rimasto sempre molto legato ai Lions, il club che gli ha permesso di conoscere lo sport del rugby e di crescere, passo dopo passo. È stato un tesserato amaranto fino alla scorsa estate. Lucchesi, dopo tre stagioni vissute nel Granducato, ha giocato due tornei in A (il secondo campionato domestico) con l’Accademia Fir ‘Ivan Francescato’, per poi spiccare, nella scorsa estate, il gran balzo nel Benetton Treviso (Guinness Pro 14). È riuscito, con una forza d’animo straordinaria, a smaltire un grave infortunio alla caviglia, che lo ha costretto ad un lungo stop agonistico. Tale malanno è giunto al 64’ dell’incontro del primo febbraio 2019, giocato dalla rappresentativa dell’Italrugby under 20 nel ‘Sei Nazioni di categoria’. Un infortunio occorso proprio nello sviluppo dell’azione che permise a Mori di trovare una meta pesantissima nell’economia del match. Gli azzurrini di Fabio Roselli, in quel venerdì sera dalle forti emozioni, si imposero a Galashiels, contro i pari età locali della Scozia 22-32. Differente la storia sportiva di Federico Mori, alto 188 cm per 106 kg (21 anni il prossimo 13 ottobre). Il trequarti ha mosso i primi passi nel mondo della palla ovale, a otto anni, nel Livorno Rugby. Con la maglia biancoverde, ha colto, nel 2015, la seconda piazza del campionato nazionale under 16. Nell’estate del 2015, come tesserato Etruschi, è passato nel Granducato. La realtà dei Granduchi, fin da subito, ha colto prestigiosi traguardi. Con in campo Lucchesi e Mori, terzo posto nel campionato italiano under 16 2015/16, e poi, a livello under 18, successo nel Trofeo dell’Appennino nella stagione successiva e settima posizione, under 18, nel campionato italiano, nell’annata 2017/18. Al pari di Lucchesi, nel 2018 Mori è approdato all’Accademia Fir ‘Ivan Francescato’. Nel 2019 è andato in forza ai campioni d’Italia del Calvisano e, soprattutto, come permit player, nelle Zebre (Guinness Pro14). È tutt’ora protagonista con le Zebre. Lo zio di Federico Mori è Fabrizio Mori, uno dei più grandi sportivi livornesi di tutti i tempi, campione mondiale dei 400 ostacoli a Siviglia 1999 e vicecampione mondiale a Edmonton 2021. Lucchesi e Mori, nel quadro della seconda giornata del trofeo intercontinentale della Rainbow Cup – competizione che lega le squadre europee del Guinness Pro14 con le quattro squadre di Super Rugby sudafricano – si sono trovati l’uno di fronte all’altro, venerdì scorso, sul prato dello stadio parmense ‘Sergio Lanfranchi’. Il Benetton Treviso di Lucchesi si è imposto sui padroni di casa delle Zebre 25-20. Il nuovo ‘derby’ tra le due franchigie italiane, valido per il terzo turno di Rainbow Cup è in programma sabato prossimo, 15 maggio, alle 18:15 (stavolta si giocherà al ‘Monigo’ di Treviso). Un’ultima nota. Per ora non sono state rese note le sedi dei tre test-match autunnali dell’Italia, previsti in casa con la Nuova Zelanda, con l’Argentina e con l’Uruguay, rispettivamente il 6, il 13 e il 20 novembre.