Livorno - Altra trasferta, altra sconfitta. Il Livorno a San Giovanni Valdarno incappa nell'ennesimo ko lontano dall'Ardenza, il quinto, e manca un'altra occasione per riavvicinarsi alla zona playoff che resta distante cinque punti solo grazie al passo falso consecutivo del Follonica-Gavorrano battuto a domicilio dall'Arezzo che approfitta del 3-0 incassato dalla Pianese a Poggibonsi per agganciare i bianconeri al comando. Ma questi, purtroppo, sono discorsi che all'alba del girone di ritorno, ormai non ci interessano più.
Il Livorno al "Fedini" non parte neanche malissimo, crea un paio di buone occasioni, poi complice anche la sfortuna, costante compagna di viaggio, prende una rete a dir poco casuale alla prima palla gol concessa e si incarta su stesso. Un errore imperdonabile perché al momento del vantaggio biancazzurro, c'era più di un'ora abbondante da giocare. Tempo in cui gli amaranto hanno giocato male, sbagliando molto e creando pochissimo. Alla Sangiovannese è bastato spezzare il gioco, fare legna con le buone e con le cattive e provare qualche timida sortita in contropiede, soprattutto nel finale, per portare a casa una vittoria che premia i padroni di casa ben oltre i loro meriti (con buona pace di mister Firicano) esattamente come accaduto, in misura ancor più evidente, nella gara di andata.
Un passo indietro preoccupante perché, se nelle gare contro FolGav e Flaminia la prestazione, al netto del risultato deludente, non era stata da buttare, quella contro la Sangio rappresenta una netta involuzione. Non ha convinto la scelta di puntare su Greselin trequartista a scapito di Frati, partito ancora una volta dalla panchina: una scelta che, nonostante la buona prova di G. Neri, in un colpo solo ha indebolito il centrocampo e reso meno pungente il tridente alle spalle di Lucatti che, complice anche un El Bakhtaoui non al 100%, di palle giocabili ne ha viste veramente poche e si è fatto notare più in fase difensiva che non in attacco.
Mister Esposito ha raccolto la squadra al terzo posto con l'obiettivo di accorciare le distanze dalle battistrada ma la decisione, al momento, classifica alla mano, ha fatto precipitare la situazione: una vittoria, quattro, pareggi e due sconfitte il bilancio del nuovo tecnico, un rendimento da zona playout che ha spinto il Livorno sempre più in basso, fuori dalla zona playoff. Sarebbe però ingeneroso scaricare tutta la responsabilità su un allenatore che, da quando è arrivato ha dovuto lavorare in un vero e proprio cantiere aperto, con una rosa rivoluzionata, segnale evidente che in estate si è sbagliato più di qualcosa.
Questa squadra, tuttavia, ha dimostrato di poter fare molto di più, almeno dal punto di vista del gioco. Da quelle prestazioni è necessario ripartire a patto però che il percorso di crescita sia costante e non a singhiozzo. Con un passo avanti (pure mezzo...) e due indietro si va poco lontano. Anche in prospettiva.
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