Livorno – “Questa onorificenza è il massimo che potessi avere, la più importante di tutte, perché racchiude quarant’anni della mia vita, e quindi non posso che dirvi grazie, una parola piccola che a volte si usa senza dargli grande importanza, se non per gentilezza, ma in cui c'è veramente tutto: rispetto, stima, affetto e amore e un grande senso di responsabilità. Dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria adesso sono livornese a tutti gli effetti, non solo moralmente”. Con queste semplici ma sentite e toccanti parole, con la voce rotta dall’emozione, Igor Protti, sabato 3 gennaio, ha ricevuto, nella Sala Consiliare del Comune, la Livornina d’Oro.
Un riconoscimento sentito e doveroso in cui tutta la città si è stretta attorno al suo Principe Igor, il “Capo degli Ultrà”, nel momento in cui la bandiera amaranto sta cercando di vincere la partita più importante della sua vita. La Sala Consiliare (e non solo, visti i tanti tifosi accorsi sul piazzale del Municipio) si è letteralmente gremita di tifosi, istituzioni sportive e non oltre che tanti amici e compagni di mille sfide e tante battaglie sul campo.
La cerimonia è stata introdotta dall’intervento del presidente del Consiglio Comunale Pietro Caruso. A seguire il breve discorso del sindaco Luca Salvetti: Igor Protti, l’uomo prima del giocatore, ha dimostrato quanto e come si può amare una città e la sua gente e gli noi saremo grati per sempre”. Ha poi preso la parola il delegato provinciale del Coni Giovanni Giannone che ha ricordato la bella serata in cui Protti è stato tra i tedofori livornesi nel passaggio della fiaccola olimpica dei Giochi di Milano-Cortina. Emozionato anche Cristiano Lucarelli che ha ricordato come “in questo momento difficile sappi che in qualsiasi momento hai a disposizione 140mila livornesi pronti a buttarsi nel fuoco per te”. Sono intervenuti anche Lenny Bottai, anima storica della Curva Nord amaranto ed ex pugile che ha ringraziato Protti “per aver preso questa squadra per mano con l'orgoglio con cui piace a noi e portato il Livorno sui palcoscenici che merita. Anche le grandi corazzate sapevano che qua se la dovevano sudare”. Un messaggio di ringraziamento anche da parte del presidente onorario del Livorno Enrico Fernandez Affricano che ha ricordato come Protti con la sua signorilità abbia incarnato i valori più sani dello sport nell’accezione più alta”. Tanta emozione anche quando, nel corso della cerimonia, è stato proiettato un breve estratto del documentario "Igor. L'eroe romantico del calcio", diretto da Luca Dal Canto (presente in sala) che si è concluso con la rete di Protti a Treviso, probabilmente il gol più iconico e importante degli ultimi cinquant'anni di storia amaranto.
Inutile dire come tutti gli interventi siano stati scanditi dai cori storici, dalle bandiere e da applausi scroscianti che si sono poi spostati sulla scalinata d’onore del Municipio dove il Capo degli Ultrà” ha salutato i tifosi accorsi a salutarlo. E la sintesi migliore, probabilmente, è proprio lo striscione esposto dalla Curva Nord “Fabio Bettinetti”: “Senso di appartenenza…per te la meritata riconoscenza. Forza Igor”.
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