Livorno – E' un giorno storico, domani, domenica 27 settembre, per la Pro Livorno, sorta nel 1919, centouno anni fa, che nel 1922 centrò l'ammissione nel massimo campionato italiano di calcio, dove però non giocò a causa della fusione con il Livorno. E' una storia strana, quella della Pro Livorno, più volte scomparsa e risorta come un'araba fenice, società che in più di un'occasione si è resa disponibile, nei fatti, a dare spazio al Livorno, quando è stato necessario, “prestandogli” pure il nome, come è accaduto ad esempio nel 1945 e negli anni Ottanta in momenti in cui, per motivi differenti tra loro, il Livorno si è chiamato Pro Livorno perché la denominazione della società amaranto non era utilizzabile.
Domani la biancoverde Pro Livorno Sorgenti debutterà in Serie D, la quarta divisione nazionale, ospitando la Sammaurese di San Mauro Pascoli, club della Romagna che ha come patron Cristiano Protti ed allenatore Stefano Protti, quest'ultimo anche ex giocatore del Livorno, entrambi cugini di Igor Protti.
Non sarà una partita facile. La squadra giallorossa ha in organico tra gli altri il forte regista Thomas Bonandi. E' una formazione giovane, rinnovata, pericolosa, quella romagnola. Ma i biancoverdi della Pro arriveranno al debutto, domani, determinati e ben preparati, in una parola concentrati.
La Pro Livorno, guidata in panchina da Matteo Niccolai, può contare, solo per citare qualche nome, sui portieri Enrico Gatti e Davide Blundo, sui difensori Nicola Solimano, Luca Carani, Luca Petri, Davide Falleni e Mattia Lucarelli, sui centrocampisti Giorgio Bachini, Matteo Filippi e Claudio Costanzo, sugli attaccanti Giacomo Rossi, Matteo Frati e Giulio Camarlinghi.
La Pro Livorno è stata inserita nel girone D insieme ad altre cinque toscane e dodici tra emiliane e romagnole. Nel girone spiccano il Prato degli ex amaranto Ciccio Tavano e Marco Cellini, ma anche l'Aglianese, il Rimini, il Forlì, il Seravezza e il Ghivi Borgo sono in grado di dire molto, almeno sulla carta, per quanto riguarda la corsa al vertice.
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