Grosseto – Una beffa. Davvero difficile trovare le parole per descrivere l'incredibile sconfitta maturata al minuto 93 a Grosseto. Il Livorno parte male e prima il palo e poi una prodezza di Stancampiano lo salvano ma con il passare dei minuti cresce, prende campo e produce occasioni da gol. Nella ripresa la musica non cambia e pur rischiando qualcosina gli amaranto fanno la partita fino al penultimo secondo, cercando sempre di provare a vincere, come dimostra l'occasione avuta da Di Gennaro al 91' e , di conseguenza, anche una discreta tenuta atletica. Tutto vanificato e reso inutile nell'ultima azione con la squadra tutta fuori posizione e con il Grosseto, che a un certo punto della gara – anche considerando i cambi effettuati dal tandem Stefani/Magrini – avrebbe firmato per lo 0-0 che, senza sapere neanche il come e il perché trova la rete di una vittoria che lo premia davvero ben oltre i suoi meriti.
Con la sconfitta di Grosseto, però, i punti persi nei minuti di recupero, storica costante del Livorno in tempi recenti, cominciano davvero a essere troppi. Il repertorio è vario. Il pareggio subito contro il Lecco fu causato da una sfortunata autorete di Morelli, quello costato la sconfitta contro il Novara da una prodezza di Cisco e il rigore fatale del “Moccagatta” da un'ingenuità difensiva unita da una certa fiscalità arbitrale. Il gol di Sicurella è solo l'ultimo della serie e forse è quello che fa più male perché trasforma una mancata (e meritata) vittoria in una sconfitta e arriva per una dormita collettiva di tutta la squadra.
Alla fine, conti alla mano, sono cinque i punti che potevano e dovevano finire in cassaforte. Quel che è certo che non si può parlare di sfortuna. Vero, in squadra ci sono tanti ragazzi giovani, vero, le vicissitudini societarie inevitabilmente influiscono sulla testa dei giocatori ma prendere gol a partita praticamente finita non può diventare un'abitudine, soprattutto considerando il fatto che non succede mai il contrario. E se nel recupero prendi sempre gol e non lo fai mai qualcosa vorrà pur dire. Urge trovare una soluzione e invertire la tendenza.
Autore: Luca Aprea / Twitter: @cafeponci
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