Livorno - Potrebbe essere la fine di un'era. Lo abbiamo detto tante, troppe volte ma evidentemente non abbastanza. Perché stavolta la cessione del pacchetto azionario del Livorno calcio non pare aprire a nuove speranze e rinnovate prospettive, bensì nubi oscure si intravedono all'orizzonte. Sempre che dietro tutto non ci sia uno Spinelli stanco, che preferisce restare nell'ombra in mancanza di altro.
Poco ancora ci è dato sapere sui futuri acquirenti, e qui i paragoni con quanto è successo a Carpi finiscono. In Emilia l'ex presidente si è fatto da parte e la Banca ha fatto da garante ad un'operazione che è radicata sull'imprenditoria locale. La vicenda Livorno invece, nei suoi dettagli ha tanti punti oscuri; poco ancora si conosce dei futuri soci, meno ancora in che modo e con quale spirito questi hanno intenzione di investire sulla squadra e sulla nostra città.
Tutto questo si ripercuote sugli obiettivi della squadra amaranto, che al momento vede sempre l'attuale proprietà con il Ds Cozzella indaffarata nell'allestimento della squadra. Il primo tassello, l'allenatore, pare cosa fatta, e pure si vocifera di 2-3 giocatori già bloccati e in procinto di vestire la maglia amaranto. Il dubbio rimane, al di là della nuova stagione imminente, se dietro a questa operazione non ci sia la vecchia proprietà che vuole provare a mettere a tacere una parte della tifoseria uscendo parzialmente di scena.
Una mossa che proverebbe a ricompattare l'ambiente, mettendo a tacere chi punta il dito contro l'attuale proprietà anche per la scarsa partecipazione allo stadio, la mancanza di compratori, la critica a prescindere qualunque cosa venga detta o fatta, e anche per qualunque cosa succeda in città....
Continuare a parlare di cosa è stato raggiunto dall'attuale gestione societaria è stucchevole e ripetitivo, come dovrebbe esserlo ricordare cosa ha vissuto la Livorno calcistica dagli anni '50 fino al 1999; e pensare che una piazza piccola economicamente e una città con tanti problemi come la nostra abbia potuto vivere un'epopea del genere dovrebbe riempirci d'orgoglio, più che stare a ripetere le pagine negative che ci sono state e che ciclicamente sarebbero dovute arrivare.
Continuare a sperare in un cambio al vertice è legittimo ed è normale visti i tempi che corrono, ma in mancanza di una valida alternativa cambiare non serve, se non a sparire del tutto... e allora ritrovare qualcuno che ci riporti in alto diventerà molto più difficile, a meno che non si creda ancora che Fernández, Yussif o Caresana vadano bene purché Spinelli vada via.
Per costruire una squadra vincente serve una piazza vincente, che provi ad attirare un presidente da serie A; è uno scenario che coinvolge tutti, e che impone di pensare al bene del Livorno prima di mettere interessi e secondi fini davanti a quello che dovrebbe essere un vanto per la città e una possibilità di metterci sulla mappa non solo calcisticamente,ma anche economicamente e politicamente.
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