“Quello stadio è il nostro stadio, emozioni e sentimenti come li avrebbero raccontati Picchi e Magnozzi” è la storia di due grandi calciatori del passato, nati a Livorno, Mario Magnozzi e Armando Picchi scritta dal giornalista Marco Ceccarini. Il volume è stato presentato nella sala Fanfani di palazzo del Pegaso.
Per il consigliere regionale Francesco Gazzetti, presidente della commissione Politiche europee dell’Assemblea toscana, che ha promosso l’iniziativa, si tratta di “un libro veramente ben scritto” e “nelle sue pagine si trovano tanta passione e tante emozioni”.
“Sono molto contento perché da livornese non ricordo altre iniziative nelle quali il Livorno calcio e soprattutto due personaggi come Magnozzi e Picchi abbiano trovato ospitalità all’interno delle sale del Consiglio regionale”, ha affermato attraverso un comunicato dell’Ufficio stampa del Consiglio regionale. “Per me è un elemento di grande gioia, perché penso che lo sport e il calcio siano davvero veicolo, non soltanto per trasmettere una passione sportiva, ma per raccontare storie e anche le storie di una città. E sicuramente Picchi e Magnozzi, con la penna di Marco Ceccarini, aiutano in una narrazione che non è soltanto sportiva, ma racconta un bel po’ di Livorno”.
A presentare l’opera, l’autore, Marco Ceccarini, giornalista professionista e fondatore nel 1999 della nostra testata, Amaranta.it, cui è rimasto ancora legato.
“Quello stadio è il nostro stadio riprende quella che si dice sia stata una battuta fatta da Mario Magnozzi ad Armando Picchi quando agli inizi degli anni Settanta Picchi allenava il Livorno. Invitato allo stadio durante il campionato di Serie B, Magnozzi gli avrebbe detto questo impianto lo dovranno intitolare a uno di noi due, perché è il nostro stadio. Purtroppo poi la vita ha voluto che i due scomparissero entrambi l’anno successivo”, ha affermato Ceccarini, sempre secondo quanto riportato dal comunicato stampa del Consiglio toscano, nel corso dell’evento.
“L’obiettivo del libro”, ha proseguito Ceccarini, “è quello di suscitare emozioni e sentimenti in chi lo legge. E’ scritto in prima persona. Si tratta di due monologhi, in cui ho messo grande passione, nei quali Picchi e Magnozzi raccontano la loro vita sportiva attraverso le mie parole. Ho voluto affrontare soprattutto la parte pubblica e sportiva, lasciando in secondo piano gli aspetti privati nei quali non mi sono permesso di entrare. Ci si trova la livornesità, l’appartenenza alla tradizione e alla città. Sono stati entrambi molto attaccati alle proprie origini. Sono stati tutti e due capitani di grandi squadre, l’Inter per quanto riguarda Picchi e il Milan per quanto riguarda Magnozzi, ma sempre con il cuore rivolto a Livorno.
All’evento, che è stato trasmesso in diretta streaming ed è stato seguito da utenti collegati anche dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti dove vivono i discendenti in linea retta di Magnozzi, mentre i figli di Picchi risiedono a Milano ed a Genova, hanno partecipato anche lo scrittore ed esperto di editing Giorgio Bernard, che del volume ha scritto la prefazione, l’insegnante e scrittrice Gloria Benini, che ha letto alcuni brani del libro, nonché l’editore Nino Bozzi, direttore del gruppo Ctl di Livorno.
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