Livorno – Il probabile ingresso in società dell’imprenditore milanese Franco Favilla, che vorrebbe controllare la maggioranza assoluta delle quote, apre un quesito su cui la piazza sportiva livornese deve iniziare ad interrogarsi. Chi cederà le partecipazioni di cui Favilla ha bisogno per entrare da protagonista nel club di via Indipendenza?
Il ragionamento nasce dal fatto che le quote inoptate, secondo quanto risulta, non sono più disponibili. Eventuali nuovi soci, compreso Favilla, se vogliono entrare del Livorno, dunque devono farlo attraverso l’acquisizione di quote dagli attuali soci.
Sono giorni frenetici. Gli attuali proprietari sono Silvio Aimo, Aldo Spinelli, Rosettano Navarra, Mauro Ferretti e il gruppo Sicrea di Umberto Casella e Silvio Presta. E’ chiaro che qualcuno di questi dovrà far spazio a Favilla. Secondo logica, a vendere, dovrebbero essere coloro che hanno progetti ed intendimenti opposti od assai diversi da chi fa capire di essere pronto ad investire nella società amaranto. Ma le cose non sono così semplici.
Il bene supremo, però, deve essere il futuro della squadra che rappresenta la città di Livorno. Di questo lor signori devono farsene una ragione. I personalismi e le ripicche non possono essere fatte sulla maglia amaranto. Di conseguenza, secondo molti tifosi, è bene che i soci che si sono impegnati meno economicamente, o coloro che hanno già manifestato l’intenzione di lasciare il club, non ostruiscano la possibilità di dare una svolta al futuro della squadra che è stata di Picchi, Magnozzi, Lucarelli, Protti. Chi ama il Livorno non lo capirebbe e non forse non lo perdonerebbe.
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