Livorno – Come la vittoria, anche la sconfitta fa parte del gioco. Tanto più se questa arriva al cospetto di una signora squadra qual è l’Ascoli.
Purtroppo, ieri, le assenze di Peralta e Falasco si sono fatte sentire. Ma anche le assenze, come molte altre cose, fanno parte del gioco del calcio. Il punto è la qualità della rosa, che in questo mese di gennaio è stata potenziata con gli arrivi di Luperini, Falasco e Malagrida e che entro il 2 febbraio potrebbe essere ulteriormente arricchita con l’arrivo di altri giocatori. In ogni caso, dopo l’ingaggio di Venturato al posto del giovane Formisano, il Livorno ha indubbiamente trovato una sorta di quadratura del cerchio, come dimostra il fatto che la squadra amaranto, in dieci gare con il tecnico nato in Australia da genitori veneti alla guida, ha raccolto quindici punti, frutto di quattro vittorie, tre pareggi e tre sconfitte, quindici punti che, nonostante la sconfitta di ieri sera, la collocano tra le più positive di questo scorcio di campionato.
Sulla sconfitta di ieri, c’è poco da dire. L’Ascoli ha confermato di essere una squadra forte e in salute, che non a caso occupa le prime posizioni, letale quando affonda. Ma il Livorno, in tutta sincerità, ha mostrato personalità. E ci ha provato. Il che conferma il carattere di questa squadra. Che adesso, con i rientri di Gentile, Falasco e Peralta, con la piena disponibilità di Camporese, può guardare alla gara interna contro il Bra con moderato ottimismo, nella consapevolezza di avere i mezzi e le capacità per ottenere una tranquilla salvezza cercando anche di agganciare i playoff.
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