Livorno - All'ultimo tuffo. Quando tutto sembrava finito, con l'ennesimo finale amaro, il Livorno si è ribellato al suo destino e ha rovesciato il tavolo prendendosi tre punti tanto meritati quanto importanti. Dopo il gol del solito intramontabile Dionisi, che sembrava aver indirizzato la partita sui binari amaranto, il Bra, a quattro minuti dalla fine, ha trovato la rete del pareggio al suo primo (e unico) tiro in porta. "Tiro", a esser generosi, visto che Lionetti, di fatto, va a segno con un "gollonzo" di gialappiana memoria spingendo il pallone oltre la linea, quasi involontariamente, con la parte meno nobile del corpo, di certo la più importante quando si tratta di evocare la buonasorte. 

Sembrava la scena di un brutto film visto tante, troppe volte, in questa stagione. Il Livorno, però, ha deciso che stavolta non poteva finire così: troppo importante questa vittoria per il futuro di questo campionato. Troppo ingiusto sarebbe stato il pareggio per una partita di certo non bella, anzi, ma in cui gli amaranto avevano gestito senza patemi un avversario che ha confermato tutti i suoi limiti lontano dalla "casa provvisoria" di Sestri Levante. Aver sciupato in almeno due-tre circostanze il colpo del ko lasciando in partita gli avversari tuttavia è stato un errore che stava per essere pagato carissimo. Nel calcio, si sa, questa è quasi una regola. Ma non stasera. Perché nell'attacco del Livorno c'è un altro, monumentale, bomber che si fa beffe della carta d'identità: Samuel Di Carmine. È lui al minuto 92 a gettarsi verso la porta, con l'esperienza di chi sa che quel pallone vagante innescato dalla conclusione di Panaioli (stavolta protagonista in positivo) respinta da Renzetti è quello giusto per cambiare le sorti non solo di una partita ma forse di un intero torneo. 

Il Livorno segna, il Livorno vince la partita, il Livorno ricaccia il Bra a -4 e con lui la zona playout. 

Dando una sbirciata in alto, invece, la griglia playoff, adesso è lì, a un solo punto. Sognare è lecito, illudersi molto pericoloso. Gli amaranto, adesso devono essere bravi solo a rimanere sul pezzo, pensare partita dopo partita, e cercare di conquistare il prima possibile la salvezza diretta. Se poi il campo dirà che ci siamo meritati un altro finale di campionato, tutti noi sapremo quando e dove è girata la stagione: in una fredda serata di febbraio, su un pallone bagnato e sul tuffo vincente di un eterno ragazzo e della sua corsa con i compagni, pazzi di gioia, sotto la Nord. 

Sezione: Editoriale / Data: Dom 08 febbraio 2026 alle 21:04
Autore: Luca Aprea / Twitter: @cafeponci
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