Livorno- Dalle colonne dell’edizione odierna de "Il Tirreno" si possono leggere le dichiarazioni rilasciate dall'ex presidente amaranto Aldo Spinelli il quale ha deciso di scagliarsi contro varie personalità che orbitano attorno al mondo amaranto. Molti i punti toccati dalla questione societaria fino al debito con il Comune per lo stadio:
“Hanno dilapidato un patrimonio di trentatré giocatori che avevamo, regalan- doli alle altre squadre. Erano tutti nostri, gente che aveva vinto campionati, mica mezze calzette. Ha visto cosa ha fatto Bogdan con la Salernitana? È andato in serie A. Oggi l’unica persona seria che si occupa del Livorno calcio è l’amministratore delegato Silvio Aimo. In un anno i soci hanno messo appena 125 mila euro, più il milione di euro garantito da CereaBanca quando hanno comprato le quote. Il resto dei soldi erano quelli che avevo lasciato io. In tutto due milioni che questi sciagurati hanno usato per pagare le spese correnti ma non i contributi ai giocatori. Che infatti ha versato il sottoscritto per non far perdere il titolo sportivo. A dicembre Salvetti, che ora mi attacca, mi chiese in ginocchio di fare qualcosa e l’ho fatto. Ecco perché chi dice che io ho ucciso il Livorno è in malafede.”
L’ex presidente è un fiume in piena e non risparmia nessuno. Poi un riferimento alla questione societaria: “I soldi sul conto del Livorno calcio ci sono. Giovedì pagheremo gli ultimi due stipendi e poi faremo i conti. È stato deciso di dare la priorità all’imprenditore indiano e in seconda battuta a Popovic. Ma la prima trattativa è abbastanza avviata. Qualche cosa in più la sapremo in settimana. È stata inviata la proposta di acquisto. E spero si possa chiudere presto. Ho detto agli azionisti che darò una mano, ma non voglio avere nemmeno un’azione e che nessuno mi parli più del Livorno. Mi farebbe solo piacere che questo indiano entrasse così tutti se ne andrebbero una volta per tutte".
Sulla questione stadio: “ Il Livorno ha un debito con l’Agenzia delle entrate che è stato rateizzato e dunque il Comune non c’entra nulla. L’altra parte del debito, invece, è coperta ampiamente da una fideiussione che ha pagato il sottoscritto e che il Comune può escutere. Quindi mi chiedo dove sia tutto questo scandalo. I lavori allo stadio: seggiolini, tornelli, recinzioni, li ha pagati il Livorno calcio. Non il Comune. Eppure l’amministrazione per ogni partita chiede alla società circa 13mila euro nonostante si giochi a porte chiuse praticamente da due stagioni. Per lo stesso impianto, vale a dire l’Armando Picchi, lo stesso Comune di Livorno chiede alla Pro Livorno Sorgenti 300 euro. Sbaglio o c’è qualcosa che non torna?”
Autore: Matteo Gargini / Twitter: @amarantanews
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