Dilettanti, il 22 maggio le proposte alla Figc per il post lockdown

22.05.2020 11:19 di Lorenzo Palma Twitter:    Vedi letture
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
Dilettanti, il 22 maggio le proposte alla Figc per il post lockdown

Livorno – Il consiglio federale della Figc ha decretato lo stop dei campionati dilettantistici di ogni ordine e tipo. La Lega nazionale Dilettanti, in un comunicato, afferma che sarà il suo consiglio direttivo oggi stesso, venerdì 22 maggio, a formulare delle proposte che verranno presentate al consiglio della Figc. Il presidente della Lnd, Cosimo Sibilia, ha dichiarato: “E' una decisione adottata nel rispetto del superiore interesse della tutela della salute di tutti i soggetti che a vario titolo prendono parte alle nostre competizioni”. E ancora: “La peculiarità del mondo dilettantistico rende estremamente complicato ipotizzare, pur volendolo immaginare, uno slittamento del termine della stagione oltre il 30 giugno, come stabilito invece per i professionisti la cui scadenza è stata prorogata al 31 agosto, per concludere le rispettive attività entro il 20 dello stesso mese”. Inoltre un altro tema che sarà dibattuto è quello della riforma dei campionati, argomento caro al presidente della Figc, Gabriele Gravina.

Una delle poche prospettive sicure è la promozione di nove squadre di Serie D, la prima di ogni girone, in Serie C. Questa ipotesi è sostenuta, oltre che da Sibilia, anche dal suo omologo della Lega Pro, Francesco Ghirelli, che la settimana scorsa ha aggiunto: “Per procedere abbiamo due criteri, ancorarci alle norme federali o scegliere soluzioni che creassero meno problemi possibili. Non so se abbiamo sbagliato o meno, ritengo di no, ma abbiamo scelto il combinato disposto di blocco delle retrocessioni e promozione di nove squadre dalla Serie D, bloccando i ripescaggi dai dilettanti”.

In assenza di retrocessioni si proietterebbe quindi anche l’ipotesi di una riforma della Serie C. Nel caso, l’ipotesi principale è il ritorno della suddivisione fra Serie C1 e Serie C2, al fine di non cambiare la attuale formula della Serie B. Non dovrebbero esserci invece conseguenze sui format delle serie minori ma soltanto promozioni e retrocessioni decise a tavolino nelle modalità che verranno stabilite nella assemblea odierna. Anche il destino del calcio a cinque e del calcio femminile verrà concordato nell’assemblea di venerdì.

Fra le 51 società iscritte alla Lnd nella provincia di Livorno numerose sono quelle in attesa di conoscere il proprio futuro per poter stabilire con meno incertezze la programmazione del prossimo anno. In particolare la Pro Livorno Sorgenti, dopo 25 giornate da protagonista nel girone A di Eccellenza (a cinque giornate dal termine si trova sei punti sopra la seconda, ndr), verrebbe promossa in Serie D. Per quello che riguarda le scuole calcio, invece, le società della nostra provincia, come quelle di tutta Italia, sono in attesa di conoscere quali decisioni saranno prese. Si ipotizza che la Lnd discuterà alcune proposte sul futuro del calcio giovanile che verranno sottoposte al tavolo della Figc.

Il pericolo in cui si sta per imbattere il calcio dilettantistico è soprattutto economico. Gli stipendi dei giocatori sono un fattore di rischio non indifferente e non tutte le società sono in grado di affrontarlo, inoltre l’annullamento di eventi come i tornei estivi sono un altro duro colpo alle casse delle società minori, come i mancati introiti derivati dalla vendita di biglietti delle partite della prima squadra e di quelli del settore giovanile. In parte il governo è venuto incontro a queste esigenze sospendendo gli affitti per gli impianti sportivi fino al 30 giugno e prorogando il limite dei versamenti al 31 luglio. Queste misure potrebbero però non bastare dato che il mese scorso Sibilia ha dichiarato che potrebbe fallire il 30 per cento delle 66 mila società. Soltanto nella provincia di Livorno, detto per inciso, le società da 51 potrebbero scendere fino a circa 35, causando quindi la sparizione di tante piccole realtà condannate da un evento inaspettato. La ripresa degli allenamenti si profila dunque lontana ed insicura e oltre al profilo economico il livello tecnico potrebbe subire un “downgrade” a causa dei due mesi di quarantena imposti e degli allenamenti che verranno svolti secondo delle linee guida di sicurezza che ancora non si sa con certezza quali saranno.