Livorno – Dopo la notizia di ieri pomeriggio degli arresti domiciliari per Mattia Lucarelli e Federico Apolloni, sotto accusa di violenza sessuale di gruppo, l’ex bandiera e allenatore del Livorno e papà di Mattia, Cristiano Lucarelli, ha deciso di “metterci la faccia” come dice lui stesso nell’apertura del video pubblicato sul suo profilo Instagram (@cielle99) dove dice di essere sicuro dell’innocenza del figlio e spiega il motivo della scelta delle autorità di mettere i due agli arresti domiciliari. Più precisamente afferma che: “Pensavate che scappassi, che mi nascondessi, che non ci mettessi la faccia? Mi dispiace deludervi, ma ce l'ho sempre messa per tante cose, figuriamoci per una cosa che ho creato io, per un ragazzo che ho educato e cresciuto io e al quale ho sempre trasmesso sempre dei grandi valori, di orgoglio, di tolleranza, di essere contrari ad ogni forma di violenza, soprattutto verso le donne. Se prima ero convinto che mio figlio fosse innocente, dopo aver letto gli atti rafforzo ancora di più l'idea e inviterei con i commenti a stare calmi perché non è neanche una sentenza di primo grado, siamo alle indagini preliminari e purtroppo si è buttata sul campo del processo mediatico che era quello che ci spaventava, l’argomento è sensibile e si rischia di dare giudizi troppo affrettati.”
Infine sulle motivazioni della misura Cristiano Lucarelli prosegue dicendo che: “Questa è solo una misura cautelare dovuta a detta di chi l'ha richiesta al fatto che Mattia e l'altro indagato sono stati intercettati, senza sapere di esserlo, durante una telefonata dove parlavano di un'ingiustizia, di uno scherzo e che non credevano a cosa stessero leggendo. Quindi secondo chi ha ascoltato questa intercettazione non si evinceva, tra due ragazzi che non sapevano di essere intercettati, l'ammissione di colpevolezza, della serie io non ho commesso il fatto, io sono tranquillo di non aver commesso il fatto, evinci dalle mie parole questo e mi costringi ad un provvedimento domiciliare perché non senti nelle mie parole il pentimento. Ma se io non ho commesso il fatto, perché durante una telefonata dovrei sentirmi colpevole? È una riflessione che dovremmo fare, perché anche io queste cose le ho sempre sentite alla televisione, però poi quando ci sei dentro capisci tante cose. Grazie a tutti e ci ritroveremo presto senz’altro”.
Autore: Lorenzo Palma / Twitter: @Amarantanews
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