Livorno - Tanti gli omaggi e i ricordi emozionanti arrivati da tutta Italia per ricordare Igor Protti, scomparso nella notte tra giovedì e venerdì 19 giugno. Tra questi anche quello di Cristiano Lucarelli, considerato a Livorno come il compagno di squadra per eccellenza di Igor. I due, assieme in maglia amaranto per due stagioni, hanno infatti segnato quasi 90 gol, trascinando così il Livorno in Serie A dopo 55 anni di assenza.
Nel suo post social Lucarelli ricorda l'emozionante conversazione avuta con Protti circa una settimana prima: "Mentre sono in scooter, mi squilla il telefono. È Igor. «Cri, sono arrivato.» «Scusa, in che senso?» Lui: «Nel senso che l’arbitro sta per fischiare la fine. È questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casa.»"
Poi la richiesta di Protti riprendersi la poltrona che gli aveva regalato. "Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te." E poi continua Lucarelli: "Metterci a piangere, abbracciati su quel letto per diversi minuti, è stato un attimo.
Tu non hai mai mollato. Hai portato la tua cucciola all’altare come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente, perché fino alla fine si resiste." Infine l'invito a godersi lo spettacolo che la città gli tributerà: "Ora fratello riposa in pace. Goditi l’abbraccio con tuo papà, ma subito dopo lassù cerca e saluta anche Miguel il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord “Paradiso”, mi manchi di già permalosone…". Di seguito riportiamo il testo completo.
Venerdì 12 giugno, ore 9:42.
Mentre sono in scooter, mi squilla il telefono. È Igor.
«Cri, sono arrivato.»
E io: «Come, scusa?»
«Cri, sono arrivato.»
«Scusa, in che senso?»
Lui: «Nel senso che l’arbitro sta per fischiare la fine. È questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casa.»
Sento qualcosa stringermi lo stomaco, un peso improvviso. Fatico a respirare. Vado subito a prendere la macchina e volo da lui.
Entro e lo trovo sdraiato sul letto, in soggiorno, con lo sguardo rivolto verso la finestra. La dolcissima Daniela mi dice: «Vi lascio soli», come se già sapesse che Igor avesse bisogno di parlarmi senza nessun altro presente.
«Cri, quando succederà, voglio che tu faccia tre cose per me.»
«La prima: voglio che tu riprenda la poltrona che mi hai regalato e la porti a casa tua. Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te. La seconda e la terza, insieme a tutto il resto, per ora restano con me …»
Metterci a piangere, abbracciati su quel letto per diversi minuti, è stato un attimo. Eri leggerissimo: i segni della battaglia contro quella merda di tumore erano visibilissimi sul tuo corpo.
Ma tu non hai mai mollato. Hai portato la tua cucciola all’altare come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente, perché fino alla fine si resiste.
Ora fratello riposa in pace. Goditi l’abbraccio con tuo papà, ma subito dopo lassù cerca e saluta anche Miguel il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord “Paradiso”, compreso gli altri tifosi del Livorno e non solo , che ti hanno amato ma che ci hanno lasciato anche loro negli ultimi anni, e soprattutto domani da Sopra lo stadio goditi lo spettacolo che la città giustamente ti tributerà , mi manchi di già permalosone….
Autore: Andrea Mercurio / Twitter: @amarantanews
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