Livorno – Trentuno anni compiuti lo scorso 14 maggio, Mattia Aramu ha bagnato con un gol, peraltro di pregevole fattura, il proprio ritorno allo Stadio Armando Picchi, a distanza di oltre dieci anni da quel Livorno-Virtus Lanciano 2 a 2 del 20 maggio 2016, in cui una sua doppietta non riuscì a evitare il pareggio contro i ragazzi di Primo Maragliulo e, con esso, la prima delle due retrocessioni in Serie C della gestione del presidente Aldo Spinelli.

“Sono arrivato qui da quattro giorni – ha esordito il trequartista, reduce da una stagione interamente vissuta con la maglia della Ternana – però penso di aver imboccato la strada giusta, anche se ho iniziato da poco con il Mister e con i ragazzi: c’è tanto lavoro da fare sia a livello individuale sia a livello di squadra, però i propositi per la stagione sono buoni, anche perché ho trovato un gruppo fantastico, formato da bravissimi ragazzi che mi hanno aiutato a inserirmi”.

“Le prime impressioni sono molto positive – ha proseguito Aramu, alla sua seconda stagione in maglia amaranto dopo quella vissuta in Serie B nel campionato 2015-2016 – perché conoscevo la piazza: a Livorno ho lasciato il cuore dal momento che, nonostante la retrocessione, avevo trovato un ambiente che mi voleva bene e, soltanto dopo, ho capito quanto ero stato fortunato ad aver individuato un luogo del genere dove giocare a calcio”.

“Quando si è presentata l’opportunità di tornare a Livorno, ai miei agenti ho subito detto «andiamo!» perché Livorno ha, evidentemente, qualcosa che mi attrae e non faccio fatica ad ammettere che la trattativa sia stata semplice, sotto tutti i punti di vista: io vivo di stimoli e una piazza come Livorno, francamente, me ne dà tanti”.

Nella partita contro l’Empoli, Aramu ha trovato il gol giocando nel ruolo di trequartista alle spalle di uno Jacopo Marinari che, in ragione dell’assenza di Samuel Di Carmine e dell’infortunio di Giacomo Gabbiani, aveva assunto il ruolo di prima punta: “Gioco dove mister Cristiano Lucarelli ritiene che io sia in grado di dare il mio meglio: penso che, dei tre ruoli dietro alla prima punta, quello di trequartista mi consenta di esprimere al meglio le mie caratteristiche ma, sotto questo punto di vista, la mia disponibilità nei confronti del tecnico è totale”.

In occasione del gol, Aramu ha subito una botta che lo ha costretto a ricorrere alle cure dei sanitari: “Sul gol ho preso una botta: inizialmente pensavo che mi si fosse girata la caviglia ma, parlando con il medico, abbiamo ricostruito che dovrebbe trattarsi soltanto di una botta” ha concluso Aramu, apparso complessivamente e sinceramente entusiasta di essere tornato a vestire la sua nuova vecchia maglia.

Sezione: Calcio / Data: Dom 09 agosto 2026 alle 20:58
Autore: Gianluca Andreuccetti
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