Livorno – All’indomani del passaggio del feretro di Igor Protti all’interno dello Stadio Armando Picchi, il presidente del Livorno Joel Esciua, raggiunto telefonicamente dalla redazione di Amaranta, ha voluto portare il proprio contributo di stima e di affetto nei confronti del campione scomparso, dopo aver presenziato alla cerimonia laica che ha caratterizzato il tardo pomeriggio di sabato 20 giugno.
“L’uomo, ancora prima del calciatore – ha esordito Esciua – mi rifaccio alle parole correttamente usate dalla Curva Nord per dire che Igor aveva un’umanità fuori dal comune ed era completamente diverso dal prototipo del calciatore italiano che, pur avendo giocato e avendo fatto molto bene in una o in tante piazze, non riuscirebbe a riscuotere la stessa ondata di amore che ha riscosso lui: provando a cercare dei termini di paragone, ritengo che soltanto personalità del calibro di Franco Baresi, di Paolo Maldini o di Francesco Totti, potrebbero riscuotere lo stesso affetto ma, diversamente da Igor, hanno vestito la maglia della squadra della loro città; la peculiarità di Igor, oltre a quella di aver vestito i colori di tante compagini, è stata quella di aver sposato la causa di una squadra, che non era la squadra della propria città di origine, e di essere entrato nel cuore della gente in una maniera che non trova equivalenti se non, forse, nella parabola e nella storia personale di Roberto Baggio, che tanto bene ha fatto a Firenze, a Bologna, a Brescia e in Nazionale”.
“Io non ho avuto occasione di lavorare con Igor – ha tenuto a precisare Esciua – ma l’ho incontrato tante volte e ho avuto con lui momenti di grandissima intimità e di ore e ore trascorse insieme a Livorno, nei due mesi (maggio e giugno 2023, ndr) che precedettero il mio insediamento da presidente, e i ricordi che ho di lui sono bellissimi perché era una persona intelligente, con gli occhi pieni di dolcezza e, allo stesso tempo, di grande conoscenza e di grande appetito di vivere, in tutto e per tutto: con lui si poteva parlare di tante cose, non soltanto di calcio; era una persona molto curiosa, a trecentosessanta gradi, con cui ho avuto il piacere di viaggiare insieme e di andare a interpellare allenatori e potenziali direttori sportivi, uno dei quali era l’ex direttore sportivo del Novara, Christian Argurio (scomparso nel settembre 2024 a seguito di un malore improvviso, ndr)”.
“Con Igor, non ci siamo trovati per lavorare insieme – ha argomentato Esciua – perché avevo pensato per lui un ruolo diverso dal generico ruolo di direttore generale che il presidente Paolo Toccafondi e il braccio destro Filippo Tagliagambe avevano ritagliato per lui: prima di assumere il controllo del Livorno, avevo allestito un gruppo molto interessante, formato da otto persone (il sindaco Luca Salvetti, il suo consigliere Pietro Contorno, l’assessore alla Cultura Simone Lenzi, il futuro presidente onorario Enrico Fernandez Affricano, il futuro direttore generale Vittorio Mosseri, l’ex responsabile finanziario Diego Guida, l’attuale commercialista Claudio Puccetti e il sottoscritto), a partire dal quale provammo ad affidare a Protti l’incarico di direttore sportivo, ma lui rifiutò e propose il numero di Argurio, ritenendo di non essere sufficientemente bravo nell’individuare il talento nei giovani calciatori; Igor riteneva di essere più adatto al ruolo di direttore generale ma, in quel momento, io non ero pronto ad affidargli quel tipo di ruolo perché ero alle prime armi e, per me, avere un direttore generale che non era né un uomo di scrivania né un uomo di finanza, tantomeno un uomo di gestione o di risorse umane, era una cosa difficile da concepire”.
“Dal mio punto di vista – ha aggiunto Esciua – Protti avrebbe potuto svolgere molto bene il ruolo di direttore sportivo e, con il senno di poi, mi dispiace non essere riuscito a convincerlo: lui, dal suo punto di vista, invece, riteneva che avrebbe potuto fare il bene del Livorno come direttore generale e non siamo riusciti a trovare un accordo; dopo quell’episodio, ci siamo rivisti nell’aprile del 2025, in occasione di un’iniziativa culturale al Teatro Goldoni, e nell’agosto del 2025, quando si presentò allo Stadio per il calcio d’inizio della stagione 2025/2026, la qual cosa ci riempì di gioia”.
“È simbolico per me che le due volte in cui, nel corso degli ultimi cinque anni, si è registrato il maggior numero di spettatori allo Stadio Armando Picchi, siano legate alla presenza di Protti: il 22 agosto, in occasione del match di inizio campionato contro la Ternana, e sabato scorso; la grandezza di Protti era quella di essere un personaggio, senza voler essere un personaggio, caratterizzato da un sorriso così dolce che ha reso possibile la trasformazione di un evento luttuoso in una manifestazione popolare”.
“Al momento attuale, pensare anche soltanto di avvicinare il Livorno di Protti è una cosa lontana dalla realtà sia perché uno come Protti nasce una volta ogni tanto sia perché l’attuale forza economica della società non permette di immaginare la concentrazione di tanti e tali talenti che caratterizzavano le squadre in cui ha giocato, però è innegabile che la manifestazione di affetto da parte della tifoseria, nei confronti di Igor, stia lì a dimostrare le potenzialità della piazza: ciò a cui abbiamo assistito sabato è immaginabile soltanto per calciatori come Diego Armando Maradona a Napoli e Luigi Riva a Cagliari, personalità arrivate da fuori che hanno preso le rispettive città e le rispettive squadre per come erano, le hanno fatte proprie e le hanno portate in alto”.
“Nel campionato che inizierà tra due mesi, dovremo scendere in campo con l’idea di giocare con lui e di lottare per lui e mi sento di dire che abbiamo già tante idee per provare a ricordarlo nel migliore dei modi” ha concluso il sessantunenne presidente franco-brasiliano.
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