Livorno – La Costa livornese ha una spiccata attitudine alla pratica sportiva e questo lo si può vedere anche solo passeggiando sui vari lungomari o frequentando i molti club sportivi dei centri abitati grandi e piccoli. Grazie alle circa cento medaglie olimpiche e alle oltre seicento complessive vinte tra europei e mondiali, la provincia di Livorno occupa il 28esimo posto in Italia per vocazione sportiva e il secondo in Toscana. Eppure, di pari passo con l’attività sportiva, deve viaggiare la Medicina dello sport, ossia quella disciplina che si occupa della diagnosi e della cura delle patologie legate all’attività fisica, che nella provincia di Livorno è uno dei punti cardine delle attività di prevenzione e promozione della salute.
A portare avanti l’importante compito è l’azienda Usl Toscana Nordovest che, attraverso le proprie strutture territoriali, tiene sotto controllo ogni attività, sia a livello agonistico che amatoriale. A dirigere l’unità operativa complessa di Medicina dello sport di Livorno è Carmine Di Muro il quale tiene a precisare: “Le nostre campagne di sensibilizzazione puntano soprattutto a contrastare la sedentarietà ed a diffondere la cultura del movimento come elemento essenziale per il benessere fisico e psicologico. Per questo invitiamo i cittadini e gli atleti a prenotare le visite sportive anche nei periodi di minore affluenza, come quelli estivi, così da evitare attese a ridosso dell’avvio delle stagioni agonistiche. Parallelamente continuiamo a investire sui gruppi di cammino e sull’attività fisica adattata, perché muoversi in maniera corretta e costante significa migliorare la qualità della vita e prevenire numerose patologie croniche”.
Il primario Di Muro invita i cittadini e gli atleti della provincia di Livorno a prenotare le visite sportive nei periodi di minore affluenza, come quelli estivi. Questo non solo per facilitare il lavoro dei medici ma anche e soprattutto per evitare le code a ridosso dell’avvio delle stagioni agonistiche.
L’azienda Usl, per quanto riguarda la Medicina dello sport, ha sedi in vari comuni della provincia, tra cui Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio.
Tra le funzioni della Medicina dello Sport rientrano la tutela sanitaria delle attività agonistiche e non agonistiche, la vigilanza sul corretto rilascio delle certificazioni, il controllo degli ambulatori privati, la vigilanza igienico-sanitaria sugli impianti sportivi e le campagne di educazione sanitaria rivolte a scuole, società sportive e cittadini. Grande attenzione, inoltre, viene rivolta alla lotta al doping e alla diffusione dell’attività motoria come strumento di prevenzione delle malattie croniche.
Un esempio delle attività svolte è rappresentato dai gruppi di cammino, che fanno parte dei programmi Afa, ossia dei percorsi di attività fisica adattata, che si propongono di facilitare il movimento delle persone più anziane.
“Muoversi in maniera corretta e costante significa migliorare la qualità della vita e prevenire numerose patologie croniche”, spiega Di Muro. E difatti, sempre per i gruppi di cammino, l’azienda Usl organizza anche corsi gratuiti per diventare “walking leader”, ovvero la figura incaricata di coordinare i vari gruppi presenti sul territorio e favorire socializzazione e inclusione sociale.
L’azienda Usl Toscana Nordovest agisce a livello interprovinciale nell’ambito del sistema sanitario regionale. È infatti la Regione Toscana che ha le competenze sulla sanità, sul sistema socio-sanitario ed assistenziale, in altre parole sulla tutela della salute dei cittadini toscani.
L’assessora regionale alla Sanità, Monia Monni, evidenzia come l’obiettivo in Toscana sia costruire un sistema regionale sempre più strutturato capace di non lasciare le persone sole e senza risposte. La Regione Toscana, spiega, è convinta che la prevenzione sia davvero efficace quando riesce ad intercettare precocemente le fragilità e quindi sia in grado di “accompagnare” le persone verso i percorsi più appropriati.
“La Medicina dello sport rappresenta un presidio fondamentale della sanità pubblica,perché il movimento è una delle forme più efficaci di prevenzione e tutela della salute in ogni fase della vita”, afferma l’assessora Monni. “Fare attività fisica significa prevenire malattie cardiovascolari, contrastare la sedentarietà, migliorare il benessere psicologico e la qualità della vita e, in molti casi, contribuire anche a ridurre il ricorso ai farmaci grazie a stili di vita più sani ed equilibrati”.
Investire nella Medicina dello sport, secondo Monni, significa accompagnare le persone in un percorso di promozione e tutela della salute. “In questa direzione stiamo lavorando per costruire un sistema regionale sempre più strutturato: quando un cittadino si rivolge al medico sportivo e viene certificata una non idoneità alla pratica sportiva, l’obiettivo è evitare che quella persona resti sola e senza risposte. Vogliamo invece rafforzare un percorso di presa in carico attraverso i centri di Medicina dello sport del sistema sanitario regionale, così da garantire ulteriori approfondimenti diagnostici e controlli di secondo livello”.
La prevenzione è efficace quando riesce a intercettare precocemente le fragilità e ad accompagnare le persone verso i percorsi più appropriati. In Toscana, secondo la Moonni, “possiamo contare su una realtà importante come le ‘palestre della salute’, uno strumento prezioso che consente anche alle persone con patologie croniche, come diabete, cardiopatie o ipertensione, di svolgere attività fisica in sicurezza, con programmi adeguati e personalizzati”.
“Vogliamo rafforzare un percorso di presa in carico attraverso i centri di medicina dello sport”, aggiunge. “La sfida che abbiamo davanti è consolidare una vera cultura della salute, capace di mettere in rete prevenzione, attività fisica, medicina territoriale e presa in carico delle persone”. E ancora: “Promuovere il movimento significa investire nella salute, ridurre le fragilità e garantire ai cittadini più benessere, autonomia e qualità della vita”.
La medicina sportiva è, come tutte le medicine, un “ambiente di cura e sicurezza” ma “anche un importante presidio sociale e culturale”. Il concetto lo esprime Andrea Raspanti, assessore alla Sanità del Comune di Livorno, capoluogo di provincia, che sottolinea: “Il ruolo che sta assumendo la medicina sportiva è sempre più un ruolo proattivo: di prevenzione e promozione della cultura del benessere”. E conclude: “L’importanza della vita attiva oggi è ampiamente riconosciuta dalla comunità scientifica. Ha un ruolo importante per la prevenzione di tante patologie e per il mantenimento dello stato di salute psico-fisica. Non solo, lo sport, che dell’attività fisica è solo una dimensione, riveste un valore anche educativo e sociale. Sostiene processi di aggregazione e promuove valori di impegno, correttezza, lealtà, rispetto reciproco. In questo senso, un altro aspetto importante, ma poco noto, del lavoro svolto dalla medicina sportiva è quello di elaborazione di un’etica dello sport. Perché lo sport è in grado di esprimere il potenziale a cui facevo riferimento prima se fatto in un certo modo, in modo consapevole”.
Questi i contatti per le singole zone
Livorno. Presidio ospedaliero (Viale Alfieri 36, attualmente nel prefabbricato davanti al 6° padiglione) – telefono 0586223912.
Cecina. Presidio ospedaliero (Via Montanara) – Telefono: 0586614385.
Piombino. Presidio Ospedaliero (Via Forlanini,32) – telefono: 056567326.
Portoferraio. Presidio ospedaliero (Largo Torchiana,1) – telefono: 0565926811.
Per informazioni è sempre a disposizione ad accesso libero il martedì dalle 11.30 alle 12.30 uno sportello di counselig del movimento in tutte le sedi e comunque è possibile scrivere all’indirizzo e-mail: medsport.livorno@uslnordovest.toscana.it.
Autore: Andrea Mercurio / Twitter: @amarantanews
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