Livorno – “I buoni propositi di una serata di mezza primavera”: potrebbe intitolarsi così la conferenza stampa con cui il presidente del Livorno Joel Esciua ha provato a tirare una linea sulla stagione appena terminata - in realtà, i playoff andranno avanti fino a domenica 7 giugno – e a disegnare le linee guida del campionato 2026-2027, non senza prima aver fatto riferimento al calcio italiano, preso nel suo complesso, e al modello della Serie C: “Nel 2021 - quando arrivai a Livorno per la prima volta e mi presentai alla commissione comunale formata dal sindaco Luca Salvetti, dal commercialista Claudio Puccetti, dal direttore sportivo Roberto Tancredi e dall’allenatore Osvaldo Jaconi – la parola d’ordine che provai a far passare fu «sostenibilità» e questa parola vale tanto più oggi che ben sette delle cinquantasette squadre iscritte al Campionato di Serie C, lasciando da parte le compagini Under 23, non si sono dimostrate in grado di rispettare gli impegni presi anche alla luce del fatto che, per una squadra di Serie C, ad ogni milione di euro speso corrisponde una media di quattrocentotrentamila euro di ricavi, senza contare il danno derivante dal divieto di andare in trasferta a cui le tifoserie di mezza Italia sono costrette ad andare incontro, anche sulla base di motivazioni abbastanza risibili”.
La collocazione temporale della conferenza stampa all’indomani dell’ultima giornata del Campionato di Serie B non rappresenta certamente una scelta casuale: “Con le partite di ieri, la salvezza dell’Empoli e la retrocessione in Serie C di Pescara, Reggiana e Spezia possono considerarsi dati certi e incontrovertibili e, se da una parte sono felice per la salvezza degli azzurri, dai quali abbiamo preso in prestito il portiere Jacopo Seghetti e il difensore Lorenzo Tosto, posso ritenere abbastanza serenamente che abruzzesi, emiliani e liguri saranno inseriti nel nostro stesso girone, il Girone B del Campionato di Serie C: conoscendo l’importanza e la serietà della proprietà della Spezia che, proprio ieri, ha annunciato l’intenzione di voler andare avanti nonostante la retrocessione, sono portato a pensare che la stagione 2026-2027 non sia la stagione buona per programmare la vittoria del campionato perché la società di cui sono presidente e in cui investo i capitali di cui dispongo non è in grado di andare incontro a un’esposizione debitoria neanche minimamente paragonabile a quella che, in concreto, si è permessa lo Spezia in questi anni e, in concreto, potrebbe ancora permettersi”.
“Siamo reduci da un campionato – ha provato ad argomentare il presidente del Livorno Esciua, in procinto di cominciare la sua quarta stagione alla guida degli amaranto – in cui abbiamo indiscutibilmente commesso tanti errori, dalla prima squadra al settore giovanile, ma il più grande di tutti è stato probabilmente quello di aver scelto un allenatore (Alessandro Formisano, ndr), che farà sicuramente molto bene in futuro, a cui abbiamo consentito di smontare e rimontare l’organico a proprio piacimento oltre che di rimanere in panchina anche a fronte di cocenti sconfitte (a Pesaro, in casa con l’Ascoli, a Pineto e a Perugia): il risultato finale rispecchia le nostre aspettative di inizio stagione in cui ci eravamo prefissati l’obiettivo di raggiungere il decimo posto in classifica e un organico in cui, a far data da mercoledì 1 luglio, sarebbero ancora undici i calciatori di nostra proprietà (i portieri Nicolae Danko Ciobanu e Filippo Tani, i difensori Alessandro Calvosa, Davide Gentile, Samuele Ghezzi e Jesus Christ Mawete, i centrocampisti Luca Bonassi e Federico Marchesi, oltre agli attaccanti Lorenzo Malagrida, Jacopo Marinari e Moussa Seck Ndoye) e, alla luce delle qualità con i piedi che ha Tani, potrebbero consentirci di allestire la squadra senza fare campagna acquisti (sorride, ndr)”.
Con una salvezza conquistata di fatto lo scorso 21 febbraio quando il Livorno batté il Pineto e tagliò il traguardo dei 35 punti in classifica, rimane di difficile comprensione il fatto che non sia stata ancora presa una decisione in merito al tecnico amaranto Roberto Venturato, il cui contratto è in scadenza il prossimo 30 giugno: “Con i suoi 1,43 punti a partita, non si può dire che Venturato non abbia fatto molto bene: avremmo dovuto prenderlo prima, ma il suo nome non era nella lista degli allenatori che abbiamo preso in considerazione né durante l’estate né dopo la sconfitta patita a Pesaro contro la Vis di mister Roberto Stellone; se fosse stato il nostro allenatore dall’inizio del campionato, avremmo certamente centrato la qualificazione ai playoff e, ora che il campionato è terminato ormai da tredici giorni con la vittoria di Pontedera dello scorso 26 aprile (0 a 2 il risultato finale per gli amaranto, ndr), posso dire che i contatti con Venturato stanno proseguendo senza soluzione di continuità e il fatto che lo stesso Venturato, a parole, dica di voler andare in Serie A, ci dimostra l’ambizione di un uomo che, alla bella età di 63 anni, ha deciso di rimettersi in gioco, dopo aver centrato due finali e cinque qualificazioni playoff con i colori del Cittadella”
“Nel caso in cui non riuscissimo a trovare un accordo con mister Venturato che, a tutti gli effetti, è il primo candidato per la panchina amaranto, stiamo già vagliando i nomi di altri tre-quattro allenatori con cui abbiamo presi contatti: lo stesso può dirsi per i calciatori perché, nonostante il contratto del direttore sportivo Alessandro Doga sia in scadenza, abbiamo già valutato i profili di numerosi calciatori considerando che rimarranno sicuramente sia alcuni dei calciatori sotto contratto per la prossima stagione sia alcuni dei calciatori a cui il contratto scadrà il prossimo 30 giugno”.
"Quanto a Doga - ha proseguito Esciua - l'unica certezza è che il Livorno 2026/2027 ripartirà da lui e sta ad Alessandro decidere in quale veste; per quanto mi riguarda, può rivestire indifferentemente uno o due dei quattro ruoli che vado a elencare - direttore sportivo, direttore dell'area tecnica, responsabile del settore giovanile e responsabile del centro sportivo di Banditella - ma è evidente sia che non gli sarà possibile ricoprirli tutti e quattro contemporaneamente (sorride, ndr) sia che la compagine societaria vada implementata perché, al momento attuale, è fin troppo ridotta".
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