Livorno – Ottant’anni fa, esattamente il 5 maggio 1946, veniva messa in gioco la prima schedina al costo di 30 lire. Il concorso si chiamava Sisal. Il nome Totocalcio sarebbe arrivato solo nel 1948 dopo la nazionalizzazione della società Sisal, acronimo di Sport Italia società a responsabilità limitata, da parte del presidente della Repubblica, Luigi Einaudi. Il signor Emilio Biasotti di Milano fece 12, cioè indovinò i risultati di tutte le 12 partite in concorso, aggiudicandosi il premio di 426.826 lire. Le partite in concorso divennero 13 nel gennaio 1951.
La stagione in corso era la 1945-46, la prima organizzata a livello nazionale nella nuova Italia che stava sorgendo dopo la seconda guerra mondiale.
La schedina inaugurale includeva quattro incontri del girone finale della Divisione Nazionale, due della Serie mista B e C dell’Alta Italia e sei della Coppa Alta Italia più due gare di “riserva”. La partita numero 4 in concorso era tra Pro Livorno e Roma, che poi finì 1 a 1 con vantaggio livornese di Mario Zidarich e pareggio romanista di Amedeo Amadei. Era l’unica formazione toscana presente in quella prima schedina. La Pro Livorno del presidente Ricciotti Paggini, che avrebbe adottato il nome di Livorno a partire dalla stagione successiva, annoverava molti elementi del Livorno vicecampione d’Italia nel 1942-43.
L’idea del concorso era sorta nel 1943, basata sullo schema 1-X-2, ma la sua realizzazione arrivò dopo la guerra. Il giornalista Massimo Della Pergola aveva fondato la Sisal assieme ad alcuni soci, che dopo aver ottenuto l’autorizzazione statale, con il pieno sostegno del Coni, mise in circolazione le prime schedine. La prima giocata era prevista per il 28 aprile, ma problemi tecnici ne posticiparono l’avvio alla domenica successiva.
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