Livorno – Centrocampista dotato di grande fisico e buona tecnica, Davide Cordone è ricordato a Livorno come uno dei pilastri della formazione amaranto protagonista sui campi di Serie C a metà anni Novanta. Giunto nell’estate del 1993, tra non molti clamori, ben presto ha saputo ritagliarsi in campo un ruolo da protagonista collezionando 150 presenze e 28 gol che ne hanno fatto uno dei centrocampisti più prolifici nella storia del sodalizio livornese.
Davide, in amaranto dal 1993 al 1998 con 150 presenze e 28 reti. Anni intensi, pieni di emozioni… I tuoi ricordi?
“Sicuramente l’esperienza di Livorno è stata formativa sia sotto il punto di vista umano che professionale. Era la prima esperienza lontano da casa, dove mi sono formato come uomo. Un’esperienza lunga, forte, intensa, fatta di ricordi piacevoli e alcune delusioni. A Livorno ho conosciuto tanta bella gente e ho ancora tanti amici. Se mi permetti un saluto particolare lo mando alle famiglie Mattioli, Graziano e Giusy, e Grassi, Florindo, Maila e Marco che purtroppo non c’è più”.
Come detto, in amaranto cinque stagione coronate da una promozione storica in C1 con la vittoria a Reggio Emilia contro la Maceratese. Nel contempo però anche delusioni come Castel di Sangro, Ferrara e dulcis in fundo Perugia...
“Perugia è senz’altro il rammarico più grosso. In quell’anno, arrivando secondi, probabilmente avremmo centrato la promozione, invece con la penalizzazione finimmo terzi avendo l’obbligo di vincere una finale che purtroppo andò male. Forse una vittoria avrebbe potuto cambiare anche il mio destino, sarei magari rimasto a Livorno invece di intraprendere altre strade”.
Quali sono i gol ai quali sei maggiormente affezionato?
“I gol li ricordo tutti. Ne cito due però. Il primo all’esordio in casa contro il Viareggio dove segnai il terzo ed ultimo gol. Ovviamente poi il gol in finale playoff contro la Maceratese sotto la curva degli oltre quattordicimila livornesi presenti. Uno dei primi gol che ho fatto vedere e rivedere ai miei figli, ormai grandi, e che ancora oggi mi emoziona”.
A Livorno hai avuti tanti allenatori tra i quali Zoratti, Campagna, Papadopulo, Burgnich, Stringara… A quale di loro sei maggiormente legato?
“Ricordo volentieri Zoratti, Burgnich e Papadopulo, ma diciamo che quello che mi ha formato caratterialmente e mi ha fatto crescere come calciatore è senz’altro Giuliano Zoratti. Lo ricordo con affetto e simpatia e sono dispiaciuto che non sia più tra noi”.
Senti ancora qualcuno dei tuoi ex compagni?
“Diciamo che di quegli anni sento Marco Merlo e Vito Morabito. Agli altri sono legato affettivamente ma col passare del tempo ognuno prende la sua strada e quindi non è semplice tenersi in contatto”.
Hai qualche aneddoto interessante o curioso da raccontarci della tua esperienza a Livorno?
“Allora il primo è che durante la mia esperienza a Livorno feci il militare e conobbi Cristiano Lucarelli e la sua famiglia. Allora militava nelle giovanili del Perugia. Il secondo invece è che un giorno, mentre mi trovavo nella macelleria Mattioli, un bambino mi venne a chiedere l’autografo. Quel bambino era Giorgio Chiellini. Mi viene da ridere, a distanza di tanti anni, pensare che Giorgio Chiellini, un campione, chiese l’autografo a me. Sono le cose meravigliose del calcio”.
Che cosa fa oggi Davide Cordone, sappiamo che fai ancora parte del mondo del calcio.
“Si, sono rimasto nel mondo del calcio. Ormai sono da quindici anni collaboratore di uno splendido ex calciatore, ovvero Maurizio Ganz. Abbiamo condiviso insieme un’esperienza di cinque anni nel Milan femminile che ci ha fatto vedere un gioco del calcio da un punto di vista diverso. Le donne hanno qualità diverse rispetto agli uomini soprattutto hanno a mio avviso una maggior voglia di migliorare, di imparare e saper ascoltare”.
Segui ancora il Livorno e speri un giorno di poter tornare in altre vesti, a distanza di tanti anni?
“Seguo ovviamente il Livorno. Purtroppo soffro per le varie vicissitudini passate e spero possa tornare quanto prima nel calcio che conta. Tornare? Sicuramente sarebbe un sogno. Sarebbe intanto bello tornare da tifoso, figurarsi da collaboratore o allenatore, metterei la firma oggi stesso”.
Autore: Gabriele Favilli / Twitter: @amarantanews
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