Il nuovo Dpcm ridimensiona gli sport dilettantistici

19.10.2020 11:25 di Chiara Lucchesi Twitter:    Vedi letture
© foto di Samantha Zucchi/Insidefoto/Image
Il nuovo Dpcm ridimensiona gli sport dilettantistici

Livorno - Giuseppe Conte ha presentato ieri sera all’Italia il nuovo Dpcm. Oltre a ristoranti, scuole e trasporti, il nuovo decreto riguarda anche gli sport. Come riportato da tuttomercatoweb sono Diverse le misure previste.Nello specifico, lo stop più rilevante riguarda quello relativo alle gare dell'attività dilettantistica di base (non élite, quale per esempio il campionato di Serie D, che potrà andare avanti): l'interpretazione non è chiara, perché in questa categoria rientrano tradizionalmente le categorie dai 2008 ai Pulcini, mentre sarebbero salvi Giovanissimi, Allievi e Juniores. L'ultimo post del ministro Spadafora, che include proprio i giovanissimi tra coloro che dovranno fermare l'agonismo, ha fatto però chiarezza solo fino a un certo punto. E l'incognita riguarda anche i campionati di Seconda e Terza categoria (la Prima dovrebbe essere salva). In ogni caso, tutti coloro che rientreranno nella definizione potranno continuare soltanto ad allenarsi, a livello individuale, mentre non potranno svolgere gare e competizioni. 

E il calcetto? In questo caso, non sembrano esservi molti spiragli. Il DPCM recita testualmente: "Sono altresì sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale". L'allenamento dovrebbe essere possibile se svolto per esempio nell'ambito di un'associazione sportiva o di un ente di promozione, ma in ogni caso non sarà consentito disputare le classiche partitelle tra amici e neanche organizzare tornei, che nel migliore dei casi dovrebbero ricadere nella più ampia categoria del dilettantismo di base. Restano consentiti, infine, solo "gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle ispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali". La presenza di pubblico sarà in questi casi consentita fino al massimo del 15% della capienza dell'impianto, comunque non oltre i 1000 spettatori all'aperto e i 200 al chiuso: questi ultimi due limiti possono essere derogati dagli enti locali, che però non potranno andare oltre il 15% della capienza