Livorno – Sarà il Forlì di mister Alessandro Miramari, alla sua prima esperienza alla guida di un club professionistico, l’avversario del Livorno nel trentunesimo turno del Girone B del Campionato di Serie C e, in casa di una compagine capace di vincere ben tre degli ultimi cinque confronti tra le mura amiche (contro Carpi, Torres e Pontedera), gli amaranto di mister Roberto Venturato proveranno a dare continuità a quella striscia di risultati esterni utili, iniziata allo Stadio Antonio Molinari di Campobasso lo scorso 12 febbraio e proseguita a San Benedetto del Tronto sedici giorni più tardi.
“Quella che ci aspetta contro il Forlì – ha esordito il tecnico italo-australiano nato ad Atherton il 14 aprile di 62 anni fa – è una partita molto importante, da disputarsi contro una squadra che mi ha colpito e che io avevo già visto, prima di venire a Livorno: all’inizio del mercato, i forlivesi hanno scelto di perdere qualche giocatore importante per loro, poi rimpiazzato nel corso delle settimane, e, al momento attuale, si può tranquillamente affermare che l’undici di Miramari è una squadra che ha sempre espresso un certo tipo di calcio, peraltro con buona qualità, ed è da prendere con grande attenzione in quanto formata da giocatori giovani, che hanno capacità importanti; per quanto mi riguarda, noi dovremo essere molto bravi a interpretare la partita e, in particolar modo, a fornire una prestazione di livello, perché il Forlì è sicuramente una squadra che ha idee, capacità e giocatori di buone qualità”.
Contro i romagnoli, il Livorno scenderà in campo per la terza volta, in una settimana che lo ha visto pareggiare a San Benedetto del Tronto (0 a 0 il risultato finale) e perdere in casa contro il Perugia di mister Giovanni Tedesco (1 a 2 per gli umbri): “Dal mio punto di vista posso dire che, da quando sono arrivato qui a Livorno, la squadra ha portato avanti un importante processo di crescita e ha mantenuto costante nel tempo un certo tipo di livello di prestazione; non altrettanto, tuttavia, può dirsi in relazione al rendimento reso in occasione delle gare disputate contro la Sambenedettese e il Perugia, perché si tratta di gare che abbiamo giocato mettendo in mostra una qualità di gioco inferiore rispetto ai nostri standard: in un campionato complicato come è il campionato di Serie C, le difficoltà sono all’ordine del giorno e gli avversari devono essere sempre rispettati; stando così le cose, spetta a noi vivere al meglio le partite e saperle interpretare nel modo giusto senza dimenticare che, per poter mettere sempre in difficoltà la squadra che ci affronta, si rende necessario sviluppare alcune situazioni alternative, in ragione del fatto che i nostri avversari, inevitabilmente, conoscono come giochiamo, leggono in anticipo le situazioni di gioco che sviluppiamo e vedono determinate cose”.
In occasione della trasferta allo Stadio Tullo Morgagni di Forlì, mister Venturato avrà tutti a disposizione, con la sola eccezione del centravanti Samuel Di Carmine, e aspetterà la mattina della partita per stabilire se gettare o meno nella mischia il terzino sinistro Nicola Falasco: “Di Carmine è l’unico giocatore veramente indisponibile e, soltanto a metà settimana, potremo valutare se Samuel sarà in grado di riprendere la preparazione con il gruppo; quanto a Falasco (sostituito in occasione della partita casalinga contro il Pineto e mai più rientrato in campo, ndr), posso dire che il giocatore sta abbastanza bene e deciderò domani mattina se schierarlo oppure no”.
“Nel calcio, in particolare, e nello sport, in generale, quel che più conta è raggiungere un certo livello di continuità in termini di risultati e di prestazioni – ha provato ad argomentare il tecnico degli amaranto – ed è precisamente quel che siamo chiamati a fare in questo finale di stagione: un altro aspetto sul quale questa squadra ha ampi margini di miglioramento è rappresentato, evidentemente, dalla ricerca delle contromisure utili, ogniqualvolta ci troviamo al cospetto di avversari che, consapevolmente, decidono di arretrare il baricentro della propria azione, coprire lo spazio e cercare di ripartire”.
Gli amaranto sono reduci da almeno due partite in cui l’apporto delle due mezzali (Gregorio Luperini e Federico Marchesi, ma non solo) alla costruzione del gioco da parte del regista (Moses Odjer contro la Sambenedettese e Zaccaria Hamlili contro il Perugia) sembra essersi rarefatto: “Per quanto riguarda Luperini, posso dire che sono particolarmente soddisfatto del suo atteggiamento, delle sue prestazioni e della sua capacità di vivere questo ambiente in una maniera sempre positiva, per cui credo che possa essere un giocatore sempre e comunque importante per noi, a prescindere dal fatto che sia stato comunque penalizzato dall’essersi allenato per tanti mesi, peraltro senza mai scendere in campo, quando era ancora un calciatore del Catania; Marchesi, dal canto suo, è un giocatore dalle qualità immense che non è riuscito, in particolar modo nel match disputato contro il Perugia, a mettere in mostra tutto il suo potenziale ma, da qui alla fine della stagione, cercherò di fare tutto ciò che è nelle mie possibilità per metterlo nelle condizioni di rendere al meglio”.
Nel finale della partita contro il Perugia, Venturato ha fatto ricorso a due scelte tecniche interessantissime, l’ingresso in campo di Jacopo Marinari - alla sua terza presenza stagionale - nel ruolo di seconda punta e l’impiego di Kevin Biondi, in posizione di terzino destro al posto di Samuele Ghezzi che, proprio a Marinari, aveva lasciato il posto al 49' st: “Vedo Marinari nel ruolo di seconda punta: dal mio punto di vista, posso dire che tengo molto a lui perché è un ragazzo che dà sempre molto, a me e al gruppo di cui fa parte, sotto l’aspetto dell’impegno, della voglia e della determinazione e vi assicuro che, qualora dovessero presentarsi la possibilità, l’occasione e le condizioni per poter farlo giocare, sicuramente non mi tirerò indietro perché è un giocatore molto bravo, giovane, di talento e che, essendo cresciuto nel Livorno, tiene molto alla maglia amaranto; quanto a Biondi, posso dire che la scelta di schierarlo nel ruolo di terzino destro è stata dettata dalla necessità di provare a recuperare in tutti i modi il risultato di svantaggio, ma difficilmente lo rivedremo in quella posizione del campo, perché Kevin è un calciatore molto offensivo e perfettamente in grado di fare la mezzala, il trequartista, l’esterno alto a destra e l’esterno alto a sinistra”.
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