Livorno – Smaltita in fretta e furia la sbornia post-derby il Livorno torna subito alla dura e polverosa realtà. La trasferta del “Tombolato” è amara per gli amaranto che tornano con l'ennesima sconfitta e tanti rimpianti. Breda, costretto a fare di necessita virtù per la squalifica di Bogdan e l'esigenza di far rifiatare capitan Luci e Raicevic, rilancia Marsura e Morganella e offre un'altra chance a Braken. Il Livorno, ad essere onesti, non dispiace e tutto sommato ai punti avrebbe meritato di strappare almeno un pareggio: nel primo tempo, infatti, pur subendo il predominio territoriale dei padroni di casa, Zima non è costretto a fare gli straordinari (il pericolo più grosso arriva da un mischione nato da uno scontro fortuito con Boben). La partita gira in apertura di ripresa quando prima Braken da ottima posizione si divora il vantaggio e poi Gonnelli scheggia il palo di testa. Imprecisione e sfortuna: una combo che nel calcio si paga a caro prezzo. E infatti a 10' dalla fine Proia, appena entrato, beffa tutti siglando il gol decisivo. Ma beffa anche se stesso visto che esultando togliendosi la maglia rimedia l'inevitabile secondo giallo e la conseguente espulsione. Il finale del Livorno è arrembante ma quando Paleari, senza sapere neanche come, con una specie di bagher salva i suoi in pieno recupero è chiaro che, ancora una volta, non è serata. La vittoria sul Pisa è stata splendida e impossibile da dimenticare ma va archiviata. Il campionato è lungo e il cammino è ancora impervio. Al Tombolato, se mai qualcuno si fosse illuso, siamo tornati sulla Terra. Sabato all'Ardenza lo scontro diretto con la Juve Stabia: non va sbagliato.
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