Livorno – Dentro o fuori. Senza paracadute. Dopo il 2-2 della gara di andata gli amaranto domenica 5 giugno (fischio di inizio alle ore 16.30) ospitano la W3 Maccarese per la gara di ritorno del primo turno dei playoff nazionali. Il pareggio maturato al “Galli” di Tivoli consente al Livorno di giocare, di fatto, con due risultati su tre a disposizione. Le nuove regole imposte dalla Uefa da questa stagione non sono state ancora recepite nelle competizioni nazionali e quindi i gol in trasferta valgono ancora doppio. In sostanza con una vittoria o un pari 0-0 o 1-1 Luci e compagni vanno avanti mentre con una sconfitta o un pareggio da 3-3 sarebbero i bianconeri laziali a passare il turno. In caso di nuovo pareggio per 2-2 invece supplementari ed eventualmente rigori.
Detto questo il Livorno ha il dovere di vincere e convincere per farsi perdonare, almeno in parte, le ultime due sciagurate uscite casalinghe che si sono risolte con altrettante sconfitte. Due ko che ci sono costati la promozione diretta in D e che ci costringono, in pieno giugno, a rincorrere la promozione in quello che più che un campionato sembra davvero un’odissea.
La squadra vista domenica non ha destato una grande impressione, per usare un eufemismo, ma di questo ne è ampiamente consapevole anche mister Angelini che al termine della gara non ha fatto sconti ai suoi. E, proprio in virtù di questo, non è escluso che la formazione che scenderà in campo presenti qualche sorpresa nell’undici iniziale, fatto salvo che gli unici inamovibili restano Vantaggiato e Torromino, che con le loro reti hanno tenuto a galla la barca amaranto nelle acque, divenute torbide, dov’è di casa la compagine del litorale romano.
La chiave, lo ripetiamo, resta comunque nella testa dei giocatori. Se la squadra gioca con la testa libera, al netto della fluidità e della qualità della manovra, non ce n’è per nessuno. Via i fantasmi, dimenticare il Figline e le sue provocazioni, fare tabula rasa del Tau, azzerare tutto e pensare solo a giocare e vincere. Ora conta solo questo.
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