Livorno - L’Associazione Italiana Calciatori (AIC) ha annunciato lo sciopero in occasione della prima giornata di campionato della Serie C.
In una nota la stessa associazione motiva la decisione con "l'inspiegabile passo indietro della Lega Pro, rispetto al regolamento in vigore nella precedente stagione sportiva, relativo alla reintroduzione di limitazioni, sostanzialmente obbligatorie, dell'utilizzo di un numero massimo di calciatori professionisti".
Motivo del contedere è l'istituzione le liste di 22 giocatori obbligatorie per ogni società. Una decisione che ha diviso i club della terza divisione e ora rischia di spaccare l’intero movimento.
E tutto questo nonostante la “minaccia” di 3-0 a tavolino, con un punto di penalizzazione, annunciata alla vigilia dalla stessa Lega Pro. «Cosa c’entra la crisi economica e la sostenibilità di sistema con queste nuove norme? Qualcuno ha forse obbligato in passato i presidenti delle squadre di Serie C a tesserare più di 22 calciatori professionisti? – è lo sfogo di Umberto Calcagno, vicepresidente dell’AIC – La verità è un’altra, ben conosciuta a tutti noi: con la scusa della pandemia da Covid-19 una parte dei presidenti ha colto l’occasione e ha preso la palla al balzo per ritornare alle vecchie dinamiche assistenziali, volte alla ricerca di un appiattimento dei valori in campo. Così penalizzeremo proprio le società che vogliono seriamente investire risorse nel calcio, per permettere di fare calcio e competere in ambito professionistico a quei presidenti che non hanno la capacità e le risorse per poterlo fare».
Pronta la replica di Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro: “Lo sciopero è un errore micidiale – ha affermato -. La sensazione è che manchi la consapevolezza della situazione attuale, visto che si indice uno sciopero su temi che possono portare al crac del calcio italiano: lavoreremo per riannodare i fili della situazione e per far capire la necessità della sostenibilità complessiva del sistema in un momento difficile. Senza voler alzare i toni della polemica voglio ricordare che il mondo è cambiato. Bisogna capire che c’è il rischio crac: tutto va ridiscusso, non possiamo fare riferimento alla situazione di un anno fa, al mondo pre-Covid, perché dalla fine dell’inverno le squadre non hanno incassi da botteghino e gli sponsor sono ai minimi. Al riguardo la nostra azione è tesa a ridurre i costi delle società e a far giocare i giovani: non abbiamo niente contro i giocatori ma dobbiamo avere la consapevolezza di non poter mantenere gli stessi livelli economici pre-Covid visti i ricavi attuali”.
La rosa media dei calciatori professionisti con contratto oneroso rivista sarebbe quindi di 21,75. Gli emolumenti medi per ogni calciatore professionista sono di circa 55.000 euro lordi annui. Una lista con un massimo di 22 calciatori professionisti, lasciando liberi i giovani di serie, nella scorsa stagione avrebbe comportato un risparmio medio per club di 182.600 euro ed un risparmio di sistema di circa 11 milioni di euro».
Lo scontro continua e le due fazioni sono rimaste ferme sulle rispettive posizioni. Lo sciopero indetto dall’AssoCalciatori provocherà una risposta da parte della Lega Pro: come al solito, l’estate della Serie C sembra non finire mai.
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