Livorno – In carriera ha collezionato quasi 200 presenze in Serie A tra Hellas Verona, Fiorentina e Crotone dove nel 2017, con Davide Nicola in panchina, ha compiuto una vera e propria impresa salvezza riuscendo a salvare una squadra che dopo 29 giornate aveva soli 14 punti. Adesso Federico Ceccherini, difensore livornese, gioca in Turchia nel Fatih Karagümrük diventata nelle ultime stagioni una vera e propria colonia felice di calciatori italiani.
Il difensore classe 92’, che esordì in serie A con la maglia del Livorno nel 2013 dopo la promozione targata anch’essa Davide Nicola, ha raccontato vari aneddoti della sua carriera in un intervista a Cronache di Spogliatoio. L’ambientamento in Turchia non è stato semplice ed ha avuto bisogno di tempo: “All’inizio ci conoscevamo poco, a volte rimanevo allibito per certi errori che commettevamo , ma ci siamo ripresi. Qi se ti organizzi puoi dare fastidio a tutte”.
In Italia Ceccherini ha potuto lavorare in società importanti e con allenatori di grande spessore: “A Firenze potevo fare di più, Pioli è un tecnico onesto e un vero comunicatore”. Su mister Juric e Tudor, conosciuti nella sua esperienza a Verona: “ È un martello, ha un modo molto diretto di rapportarsi. Tudor è molto attento all’aspetto umano e ti elogia spesso, però i suoi allenamenti sono devastanti”.
Le 4 stagioni all’Ardenza, una nella massima serie e 3 in Serie B, sono state ovviamente parte importante della chiacchierata. “L’ho lasciata in Serie C quando Nicola mi chiamo al Crotone in Serie A, firmai in bianco senza pensarci due volte. Mi è sempre rimasto però un risentimento per aver lasciato la squadra del mio cuore in quel modo. Adesso è in Serie D dopo essere fallita, un giorno spero di fare come Alessandro Lucarelli con il Parma: scendere nei dilettanti e riportarlo tra i grandi”.
A 31 anni la carriera di Ceccherini è nel pieno svolgimento e in Turchia con tanti compagni italiani, tra cui Biraschi, Lasagna e Sturaro, la situazione sembra evolversi positivamente. Tuttavia il pensiero e il cuore sono rimasti in parte ancorati davanti i Quattro Mori e chissà che magari in futuro non si potrà avverare il desiderio di tornare a giocare al Picchi.
Autore: Andrea Mercurio / Twitter: @amarantanews
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