Livorno - ...e infatti il mercoledì risulta indigesto al Livorno che a Gavorrano, nel recupero della prima giornata, si fa raggiungere su calcio di rigore al 97', praticamente all'ultima azione. Un risultato beffardo che condanna gli amaranto praticamente con le stesse modalità con cui, domenica, i ragazzi di Indiani avevano ribaltato lo Sporting Trestina. Al netto della grandissima amarezza, legittima, per l'epilogo della partita, quando ormai la vittoria sembrava cosa fatta, uscire con un punto dal "Malservisi-Matteini", non è comunque un risultato da buttare.
L'approccio alla gara era stato buono e gli amaranto, dopo essere passati in vantaggio grazie al rigore trasformato da Capparella hanno legittimato il vantaggio costringendo Antonini agli straordinari. Nella ripresa, però, il Livorno ha mostrato tutti i limiti della propria fase difensiva sbandando sugli assalti dei padroni di casa e concedendo a Pino (sempre lui, con noi ci ha preso gusto) il gol del pareggio, decisamente evitabile. E, a un certo punto della ripresa, con il FolGav vicinissimo alla rete del raddoppio e il Livorno in sofferenza, tornare a casa con un punto quasi sembrava gran cosa. Indiani, in quel momento, esattamente come domenica, si è giocato la carta Dionisi. E Chico ha risposto presente: punizione di Currarino, scelta di tempo perfetta, colpo di testa, gol e gioia sfrenata sotto il settore ospiti colorato di amaranto nonostante il giorno infrasettimanale. Tutto perfetto...troppo. E nei sei minuti di recupero concessi è arrivato il patatrac con l'ingenuità di Calvosa, il rigore concesso ai metalliferi e il pareggio dal dischetto di Lo Sicco.
Il Livorno da questa partita si porta a casa una lezione forse banale ma che è sempre bene tenere a mente: gli errori vengono perdonati una volta ma alla seconda si paga dazio. E se col Trestina si era riusciti a rimettere in piedi una partita che si era messa molto male stavolta l'ingenuità difensiva è costata due punti. Di buono però, c'è molto: il carattere che anche oggi ha portato il Livorno a reagire nel momento massimo di difficoltà, un Dionisi di altra categoria e, in mezzo al campo, un Hamlili che ha dimostrato di essere un perno quasi irrinunciabile. Se domenica prossima contro la Fezzanese il Livorno riuscirà a mantenere alta la concentrazione nell'arco di tutta la gara e a concedere molto meno agli avversari, la strada - sempre lunga, guai dimenticarlo - sarà di certo meno tortuosa.
Autore: Luca Aprea / Twitter: @cafeponci
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