Livorno – Esattamente dodici anni fa, il 14 aprile 2012, se ne andava Piermario Morosini, deceduto in campo a Pescara con addosso la maglia amaranto del Livorno. Il giocatore si accasciò dopo mezz’ora di gioco per un malore. Inutili i soccorsi, inutile la corsa all’ospedale. Ad ucciderlo fu una rara malattia ereditaria, la cardiomiopatia aritmogena, fino ad allora non emersa dagli accertamenti clinici.
Centrocampista con spiccate doti difensive, formatosi nell’Atalanta, prima di venire in Serie B nel Livorno, aveva giocato con Udinese, Bologna, Reggina, Padova e Vicenza. Era stato anche nella Nazionale italiana Under 21. Con gli amaranto ha disputato solo nove partite. L’ultima, quella del 14 aprile 2012 allo stadio Adriatico contro il Pescara. La partita fu interrotta e conclusa il mese successivo (il Livorno confermò lo 0 a 2 a suo favore su cui era il risultato nel momento della tragedia, ndr). Nel Livorno sceso in campo quel giorno erano presenti l’attuale capitano Andrea Luci e l’attuale preparatore dei portieri Luca Mazzoni.
Era un ragazzo semplice e sorridente, Morosini, figlio di una famiglia sfortunata. Nato a Bergamo il 5 luglio 1986, aveva perso la mamma Camilla nel 2001 quando aveva appena 15 anni, poi nel 2003 aveva perso anche il padre Aldo. Aveva due fratelli disabili: il primo morto suicida nel 2004, la seconda invece è tutt’ora ospite di un centro di accoglienza. Era fidanzato con Anna, che non ha perso il ricordo di quel ragazzo che amava la vita.
Oggi, 14 aprile 2024, nell’anniversario della tragica e repentina scomparsa, Morosini verrà ricordato con una iniziativa realizzata dall’Unione Sportiva Livorno assieme a Collezione Cuore Amaranto di Miki Garzelli sul campo di Figline Valdarno, dove gli amaranto incontrano il Figline per il campionato di Serie D. Luci e Mazzoni, prima della gara, si presenteranno sul terreno di gioco con una maglia ciascuno del giocatore scomparso. In questo modo, idealmente, Morosini scenderà in campo assieme ai suoi eterni compagni di squadra: quelli del Livorno.
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