Firenze – A tre giorni di distanza dal debutto dell’Italia di Antonio Conte al Campionato Europeo che si è aperto ieri sera a Parigi, il mondo del calcio italiano è stato colpito da un grave lutto: all’età di 80 anni, infatti, è venuto a mancare Giuseppe Virgili, indimenticato centravanti della Fiorentina, del Torino e della Nazionale italiana, che si era guadagnato il soprannome di Pecos Bill sia per la sua passione per l’omonimo cowboy americano sia per la sua innata capacità di trafiggere i portieri delle squadre avversarie alla stregua di un pistolero.
Nato a Udine il 24 luglio 1935, Virgili raccolse ben presto i primi successi, mettendosi in luce in serie A al centro dell’attacco della squadra della sua città, già nel campionato 1953-1954: i 9 gol che realizzò in maglia bianconera, infatti, gli valsero la chiamata della Fiorentina, squadra con cui disputò quattro campionati e collezionò 55 gol in 101 presenze in serie A.
Agli anni della sua permanenza in maglia viola, Virgili ha legato i ricordi più belli della sua carriera di calciatore: all’età di 20 anni, giocando al fianco di campioni come Montuori e Julinho, realizzò ben 21 dei 59 gol che consentirono alla Fiorentina di aggiudicarsi il primo scudetto della sua storia (stagione 1955-1956); oltre al primo storico primato nazionale, in maglia viola ottenne anche due secondi posti in campionato e due finali, perse rispettivamente contro il Real Madrid in Coppa dei Campioni e contro la Lazio in Coppa Italia.
Dopo due bienni comunque positivi, trascorsi tra Torino e Bari, nel 1962 decise di sposare la causa del Livorno e di accettare la proposta del presidente Ardisson, che lo volle fiore all’occhiello della campagna acquisti di una squadra allestita per tornare in serie B nell’arco di un biennio, la cui guida tecnica fu affidata all’allenatore Guido Mazzetti. Beppe Virgili rappresentò il punto di riferimento offensivo di una squadra, quella amaranto, che, nell’arco di tre stagioni, ottenne un secondo posto in serie C, una promozione e una permanenza in serie B. Al fianco di attaccanti come Cartasegna e Mascalaito, andò in gol 25 volte in 71 partite, risultando determinante ai fini della promozione degli amaranto in serie cadetta. Chiuse la sua carriera, vestendo la maglia rossoblù del Taranto.
Sebbene abbia indossato i colori della Nazionale italiana soltanto in 7 occasioni, è passato alla storia per aver realizzato una doppietta al Brasile in una storica amichevole che fu disputata il 25 aprile 1956 allo stadio San Siro di Milano e che vide gli azzurri prevalere con il risultato finale di 3 reti a 0.
Era malato da tempo e lascia quattro figli e nove nipoti.
Nel cuore della notte, noi di Amaranta.it abbiamo contattato telefonicamente Guglielmo Mazzetti, volto storico del giornalismo sportivo perugino e giovane giocatore della formazione De Martino del Livorno, quando Pecos Bill vestiva la maglia amaranto; il figlio dell’indimenticato tecnico del Livorno ha affidato ad un sms il ricordo commosso di Giuseppe Virgili: “Una notizia tremenda: (quello di Pecos Bill) è stato per me uno dei miei ricordi più belli in questa vita. Che dire? Una gran parte di me se ne va con lui. Ciao Pecos, mio grande amico dell’età più bella”.
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