Livorno - Il primo a pagare in casa Livorno, per sua scelta, è il direttore sportivo Raffaele Pinzani. Al termine della disastrosa partita contro il Poggibonsi, che ha visto gli amaranto sconfitti per 0-1 e contestati dalla tifoseria, il ds si è presentato in sala stampa per annunciare le sue dimissioni. Ed è, al momento, l'unico tesserato ad aver rilasciato dichiarazioni al termine della gara. I giocatori si sono chiusi negli spogliatoi con il tecnico Giancarlo Favarin, apertamente invitato dalla curva ad andarsene, la cui posizione, adesso, si fa davvero delicatissima.
"Sono i giocatori ad andare in campo - ha detto l'ormai ex ds del Livorno con la voce rotta dall'emozione - io ho scelto questi giocatori quindi è giusto che faccia un passo indietro. Penso che sia il momento di dare una scossa all'ambiente e dato che ritengo che Favarin non abbia colpe ho deciso di fare un gesto di responsabilità. Non è una scelta dovuta. Io sono convinto che questa squadra sia forte che abbia dei valori e penso che ce la possa ancora fare perché c'è un girone intero da giocare. Io a tutti i giocatori arrivati qui ho sempre detto che indossare questa maglia è un onore ma che non basta giocare qui per vincere i campionati, la maglia del Livorno va meritata".
"Io - ha aggiunto Pinzani - a inizio stagione non ho mai detto che avremmo vinto il campionato, ho sempre detto che avremmo dovuto metterci in condizione di lottare per vincerlo e spero che con questo mio gesto, che mi costa tanto dal punto di vista umano, serva per dare all'ambiente un po' più di serenità. Partite come quelle di oggi sono chiaramente figlie della poca serenità, io, per quel che è di mia competenza, ho messo a disposizione tutto quel che era necessario ma evidentemente non basta, perché questo, ad oggi, dice la classifica.
Infine una difesa a spada tratta di mister Favarin: "Posto che ognuno parla per sé penso che all'allenatore non possa essere imputato nulla e che lui non si debba rimproverare nulla. La situazione attuale non può essere addebitata in alcun modo allo staff tecnico perché durante la settimana questa squadra va a mille, ha grandissimi valori e se non li mette in campo certo non posso imputarle all'allenatore. Un tecnico, Giancarlo Favarin, per il quale parla la carriera fatta di promozioni in piazze importanti come Lucca, Venezia e Andria. Anche lui sta soffrendo le pene dell'inferno perché la partita con il Poggibonsi non è piaciuta neanche a lui. Favarin è stata una mia scelta, se le squadra in campo non mette certi valori la colpa non è certo sua. Per salvaguardare la sua figura e anche la mia, e vi assicuro che fare questo gesto dopo essere tornato a Livorno ci vogliono i c......i . Lo faccio per amore del Livorno e perché secondo me in questo momento qualcosa andava fatto perché non va dimenticato che in campo ci vanno i giocatori, sempre, e questa squadra si deve dare una mossa".
Infine il commiato: "Il mio è un gesto di rispetto nei confronti di Livorno e colgo l'occasione per ringraziare lo staff, il presidente, la città e la tifoseria, fantastica, non ci ha mai fatto mancare niente. Ma queste sono cose che nel calcio succedono".
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