Livorno – Al termine dell’incontro odierno tra Livorno e Folgav, l’oneroso compito di presentarsi in sala stampa per rappresentare i bianco blu maremmani è ricaduto sulle spalle del direttore generale Paolo Giovannini deluso soprattutto dalla prestazione offerta dalla squadra allenata da mister Marco Masi.
“La gara era stata preparata bene, nei primi 15-20 minuti abbiamo fatto bene e siamo stati anche pericolosi. Poi però i due gol sono arrivati troppo presto per giustificare una prestazione così senza intensità o voglia di reagire. Sapevo che quest’anno, arrivando dopo cinque sconfitte di fila, non sarebbe sicuramente stato semplice, però anche se abbiamo totalizzato tre vittorie e tre sconfitte nelle ultime sei partite, le prestazioni sono sempre state un po’ altalenanti. Abbiamo tantissimi giocatori infortunati e siamo costretti a farli giocare anche in una condizione non ottimale. In questa squadra c’è qualche giocatore di valore e a me queste figure non piace farle, ma credo che non piaccia neanche al Gavorrano e ai ragazzi stessi. Dobbiamo impegnarci per uscire da questa situazione.”
Il lavoro di Giovannini a Follonica è già pianificato su più anni e con obbiettivi importanti: “Noi abbiamo già dichiarato che nel prossimo biennio vogliamo salire, io ho fatto la Serie D quattro volte e tutte e quattro le volte mi è andata bene. Rimango fiducioso per il fatto che a Gavorrano c’è una proprietà forte, ci sono strutture bellissime e credo che sarebbe una brutta occasione, al di là di come questa stagione andrà a finire, non poterci provare.”
Inevitabile poi una domanda sul suo rapporto con Paolo Indiani, attuale allenatore del Livorno, ma che in passato ha a lungo lavorato proprio con Giovannini: “Con Paolo ci legano 12-13 stagioni insieme in cinque società diverse. Qualche volta mi ha dato una grossa mano lui, qualche altra volta credo di avergliela data io, soprattutto nell’ultima esperienza ad Arezzo.”
Quest’estate Giovannini è stato vicino anche ad un approdo a Livorno a fianco della cordata di imprenditori che provò a rilevare la società di Joel Esciua: “Dopo Arezzo il mio approdo doveva essere a Pistoia. Poi c’è stata questa cordata che mi aveva garantito che il presidente Esciua passasse la mano, io mi sono schierato con loro, ma mi sono sbagliato. Non mi era mai successo in 27 anni di carriera di entrare in corsa e non mi piace, però la chiamata del Gavorrano e della famiglia Mansi mi ha convinto anche per provare a vincere il mio quinto campionato."
"Mi aspettavo qualcosa in più da questi ragazzi perché avevano affrontato il mio arrivo con grande entusiasmo e voglia di migliorarsi, invece, sono arrivati 9 punti in 6 partite, 3 vittorie e 3 sconfitte, l’uno-due ci sta, ma ci sono sempre 60-70 minuti e la squadra non può sbracare così. Con il mister ho un ottimissimo rapporto, parliamo di calcio, condividiamo tante cose e non mi sento neanche di addossargli tante responsabilità. Un po’ di attenuanti le abbiamo, però non sono sufficienti per giustificare prestazioni come quella di oggi.”
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