Ghivizzano – Nel turno in cui il Grosseto espugna in maniera quasi del tutto inaspettata il campo del Flaminia Civitacastellana (3 a 4 il risultato finale, ndr) e riesce a tirarsi momentaneamente fuori dalla zona playout, il Tau Altopascio conquista il terzo pareggio consecutivo dopo quelli contro Mobilieri Ponsacco e Ostia Mare, rimandando ulteriormente l’appuntamento con la vittoria, che manca ormai dal lontano 26 febbraio (1 a 3 a Città di Castello, ndr): la squadra allenata da Giancarlo Favarin precipita così al sestultimo posto in classifica e, qualora le cose non dovessero ulteriormente cambiare da qui alla fine del campionato, dovrebbe giocare la permanenza in quarta serie in un playout da dentro o fuori contro lo Sporting Trestina, prossimo avversario del Livorno.
Consapevole della situazione in cui versa la propria formazione è lo stesso tecnico nativo di Pisa che, dopo aver ereditato da Pietro Cristiani la guida tecnica della squadra ormai sette giornate fa, ha collezionato la media di un punto a partita: “Sono soddisfatto per la prestazione perché, sinceramente parlando, la squadra ha fatto tutto quello che doveva fare e ha dato tutto: dispiace perché il punto serve a poco – ha aggiunto l’ex allenatore del Prato – e sono già tre domeniche che la squadra, pur a fronte di buone prestazioni, non riesce a centrare l’intera posta in palio. Purtroppo, le partite sono sempre meno e i risultati pesano sempre di più”.
“Ho visto una partita in cui le due squadre si sono annullate a vicenda: nel primo tempo, abbiamo fatto meglio noi, nel secondo tempo, hanno fatto meglio loro. La scelta di lasciare al Livorno la supremazia del gioco risponde a una precisa idea di strategia: purtroppo, la squadra è stata a suo tempo costruita in un certo modo e, in mancanza d’altro, proviamo a farci attaccare e a ripartire in contropiede. La vera differenza tra noi e loro – ha completato il tecnico del Tau – risiede nel gol che hanno realizzato all’inizio della ripresa, a partire dal quale hanno costruito la prestazione nella seconda frazione di gioco, e nella profondità della rosa a loro disposizione: viceversa, noi abbiamo alcuni giocatori ancora fuori e la loro assenza prolungata finisce per penalizzarci più del dovuto”.
Un sorriso si dipinge sul volto di Giancarlo Favarin non appena gli si ricorda il suo passato in maglia amaranto: l’attuale allenatore del Tau Altopascio, infatti, ha vestito la maglia del Livorno tra il 1981 e il 1983 e, seppure il suo nome sia stato spesso accostato alla panchina del Livorno,anche in tempi recenti, si è dovuto limitare ad affrontare il Livorno da avversario. “Ho lasciato dei bei ricordi a Livorno: per me, si è trattato di due anni difficili e importanti, in cui penso di aver onorato la maglia amaranto fino in fondo e, solo per raccontare un aneddoto, ricordo che, nella squadra in cui giocavo io, allora giocava anche Gianluca Signorini”.
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