Grosseto – Facendo seguito a un piacevole scambio di vedute e a un cordiale saluto con il collega Roberto Cretaz, che hanno contribuito a riportare il clima del post partita su binari più consoni a una contesa sportiva, il tecnico amaranto Vincenzo Esposito si presenta in conferenza stampa con l’aria sorniona e soddisfatta di chi è riuscito a riprendere una situazione estremamente complicata e, per di più, lo ha fatto contro una squadra che lo ha visto protagonista in panchina, alla guida dei biancorossi maremmani, ormai diciotto anni fa (stagione 2004/2005, ndr).
Al di là dell’espressione piuttosto rilassata, le parole di Esposito sono alquanto nette: “Abbiamo assistito a una partita dai due volti, nel primo tempo e nel secondo tempo: nel primo tempo, il Grosseto ha dimostrato di avere addosso più sofferenza, più disperazione e più voglia di noi; nel secondo tempo, grazie anche ai cambi, abbiamo provato a incanalare la partita su una traiettoria che ci potesse consentire di trovare l’episodio e, così, fortunatamente è stato”.
Venendo alle scelte di formazione, Esposito ha simpaticamente tenuto a precisare: “L’allenatore non è impazzito perché ha inserito Frati e Longo, lasciando fuori Bamba, Lo Faso e Lucatti: Frati, smaltita la botta rimediata domenica, era tornato ad allenarsi regolarmente già da metà settimana e Longo è partito titolare perché, volendo mandare in campo un solo giocatore classe 2002, l’ho preferito a Bamba; Lucatti, invece, è rimasto fuori per una questione tecnica: sono pagato per fare delle scelte ed è quello che faccio”.
Senza citare mai i risultati delle dirette concorrenti, Esposito si fa sibillino quando dice che “il campionato ormai volge al termine” e il punto di Grosseto, per quanto consenta di accorciare le distanze dal Poggibonsi sconfitto a Ghivizzano, è sostanzialmente inutile in chiave di avvicinamento alla coppia di testa, formata da Arezzo e Pianese.
Tornando al mal di trasferta, Esposito si fa di nuovo netto: “Quando andiamo a giocare in trasferta, non riusciamo a imporre con costanza il nostro gioco: è una responsabilità che ci prendiamo e a cui non ci sottraiamo. Fuori casa, subiamo molto più che in casa l’impatto degli avversari: si tratta principalmente di una questione mentale, non dovuta né ai campi in cui giochiamo né a quelli in cui ci alleniamo. Si tratta di un refrain, che si ripete ormai da diverse partite e rispetto al quale siamo consapevoli di dover migliorare”.
Sollecitato, in conclusione, a giudicare la prestazione di Luci, Esposito non usa mezzi termini: “Il contributo di Luci, in termini di atteggiamento, rappresenta qualcosa di diverso rispetto a quello portato da tutti gli altri suoi compagni”.
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