Livorno – Il rigore parato da Jacopo Seghetti al centravanti bianconero Luca Fabrizi intorno alla mezzora del primo tempo avrebbe potuto e dovuto dare una scossa, non solo alla retroguardia amaranto, ma a tutta la squadra: purtroppo per il Livorno non è stato così e, a distanza di un solo minuto dal prodigioso intervento dell’estremo difensore nativo di San Miniato, è inesorabilmente arrivato il raddoppio della Pianese grazie a un tiro preciso del centrocampista Marco Bertini.
“La penso esattamente così – ha esordito il portiere scuola Empoli che, nella giornata di domani, compirà 21 anni – nel senso che speravo che, neutralizzando il rigore di Fabrizi, oltre ad evitare un gol, avrei potuto dare una scossa a tutta la squadra e, anche con l’aiuto del pubblico, aiutarla a raddrizzare una partita che non avevamo interpretato con il piglio giusto: purtroppo, tutto ciò non è accaduto”.
“Sul calcio di rigore, per quanto avessi sicuramente studiato i rigoristi della Pianese prima della partita, posso dire di essermi lasciato guidare dall’istinto: mi aspettavo che calciasse da quella parte (sulla destra del portiere, ndr) ed, essendo venuto fuori un calcio di rigore non troppo pulito, sono stato fortunato a tenerla con i piedi sia la prima sia la seconda volta” ha spiegato lo stesso Seghetti che, nel suo curriculum, ha anche la partecipazione all’ultimo Mondiale Under 20 disputato in Cile.
Il Livorno ha subito gol in undici delle tredici partite della gestione di mister Roberto Venturato e, anche in occasione della sua ultima apparizione in zona mista, Seghetti era reduce da una partita in cui il Livorno aveva subito due gol tra le mura amiche (Livorno-Pontedera 2 a 2: era il 20 dicembre, ndr): “Sarebbe importante non subire gol perché i gol che subisci nell’arco di una partita sono gli stessi gol che ti portano a pareggiare una partita che avresti potuto vincere o a perdere una partita che avresti potuto pareggiare: quello dei gol subiti, evidentemente, è un dato oggettivo incontrovertibile e a noi non resta, esattamente come facciamo dall’inizio alla stagione, che rimboccarci le maniche e darci da fare per mantenere la nostra porta inviolata”.
“Personalmente, a me non piace giudicare la mia stagione e, soprattutto, farlo a campionato in corso: sono consapevole di essere in continua crescita e di quanto possano essere formative partite come quella di oggi ma, dal mio punto di vista, preferisco attendere la fine della stagione, per valutare se l’annata sia stata positiva, più che positiva o negativa; a livello tecnico, posso dire di allenarmi con la serenità giusta e di trovarmi bene con il preparatore attuale (Alessandro Bianchessi, ndr), che è stato bravo a portare tranquillità, esattamente come avveniva con il preparatore precedente (Pietro Parascandolo, ndr)” ha concluso Seghetti che, contro la Pianese, ha subito il trentacinquesimo gol in 22 partite di campionato.
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