Tavarnelle Val di Pesa – Per la seconda domenica consecutiva, Giancarlo Favarin individua in panchina l’uomo giusto, che entra in campo e che spacca in due l’incontro, e se, nella partita casalinga contro il Follonica Gavorrano, era stato Luis Henrique a cambiare il volto del match, il ruolo di uomo della provvidenza è stato recitato oggi da Lorenzo Sabattini, centrocampista centrale classe 2001, alla sua seconda presenza consecutiva in campionato dopo un’indisponibilità durata circa due mesi e mezzo per un infortunio al legamento collaterale patito nella partita amichevole contro il Pontedera di lunedì 21 agosto.
“Sono convinto che la squadra abbia fatto una buona partita anche prima e indipendentemente dal mio ingresso in campo: già nel primo tempo, una volta subito il gol, eravamo stati bravi a costruire le nostre occasioni da rete; nell’intervallo della partita, abbiamo parlato tra noi e ci siamo convinti che la strada intrapresa nella prima frazione di gioco dovesse essere percorsa con ancor più convinzione e così è stato. La reazione con cui abbiamo recuperato il risultato è la reazione di una squadra importante che, una volta venutasi a trovare in svantaggio, riesce a ritrovarsi e a capovolgere un risultato che la penalizza immeritatamente” ha affermato il centrocampista marchigiano.
Guardando al prosieguo del campionato, la vittoria di oggi potrebbe avere un peso in vista della partita che il Livorno disputerà mercoledì 15 novembre a Piancastagnaio: “La partita di mercoledì contro la Pianese è una partita importante che sicuramente non sbaglieremo, ma tengo a precisare che questa squadra si allena per tutta la settimana al massimo dell’impegno e dell’intensità, cercando di tradurre gli sforzi profusi in risultati positivi: siamo consapevoli di vestire la maglia di una piazza importante e siamo disposti a tutto pur di procurare gioie ai nostri tifosi”.
L’ingresso in campo di Sabattini ha avuto un impatto tale sull’andamento della partita sia contro il Follonica Gavorrano sia contro il San Donato Tavarnelle che l’attenzione non può non soffermarsi, almeno per un attimo, su come avrebbe potuto essere questo primo scorcio di campionato con Sabattini in campo anziché in tribuna: “Ho subito un infortunio pesante, che mi ha costretto a rimanere fermo per due mesi e mezzo, ma ora sto bene e non vedo l’ora di dare il mio contributo alla squadra: sono un centrocampista che può operare sia come mezzapunta sia come mezzala, ma l’ultima parola spetta chiaramente al mister e il resto conta poco”.
Sulla discrasia esistente tra rendimento nelle partite casalinghe e rendimento nelle partite esterne, anche Sabattini ha una propria idea e diverge sia da quella di Favarin sia da quella di Nardi: “Io non credo che, giocando all’Armando Picchi, venga meno la capacità della squadra di ribaltare un risultato negativo: io credo che la presenza del pubblico rappresenti sempre uno stimolo a fare meglio e, con riferimento al caso specifico, penso che ci siano state un paio di circostanze in cui le cose non sono andate come dovevano andare e che ogni domenica abbia una storia a sé per cui è il caso di convincersi che il passato sia passato e che si debba pensare solo a vincere”.
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