Ghivizzano – Nel presentarsi ai microfoni e ai taccuini dei cronisti, l’espressione e lo stato d’animo di Giacomo Lucatti non sono evidentemente quelli dei giorni migliori e la comprensibile soddisfazione, legata sia al ritorno in campo dal primo minuto dopo più di un mese sia alla permanenza sul terreno di gioco per l’intera partita, passa in secondo piano nel momento in cui si torna a parlare del match di oggi.
Sempre presente in fase avanzata, il trentunenne attaccante originario di Siena ha provato in tutti i modi a contendere palloni giocabili alla munita retroguardia di Favarin: ha conquistato numerosi calci di punizione nella metà campo avversaria, ma non è mai riuscito a rendersi pericoloso sottoporta.
Su precisa richiesta del cronista, Giacomo Lucatti esordisce così: “Evidentemente, le mie caratteristiche sono quelle di un attaccante che gioca tanto spalle alla porta: gioco tanto spalle alla porta per fare a «sportellate», per cercare di vincere il duello con il difensore, provare ad allargare il gioco e andare a raccogliere il cross dell’esterno: purtroppo – aggiunge il prestante centravanti senese – si tratta di un tipo di gioco che, in questo particolare momento della stagione, non ci sta riuscendo”.
“Dobbiamo migliorare dal punto di vista dell’imprevedibilità e provare a saltare l’uomo negli ultimi 25-30 metri; da quando gioco io in serie D, è così che si vincono i campionati: provando sempre a costruire la superiorità numerica, attraverso un’imbucata o una palla filtrante” ha proseguito Lucatti.
“Dobbiamo cercare di migliorare, innanzitutto dal punto di vista della continuità: la continuità è da intendersi sia come continuità nell’ambito dei singoli novanta minuti sia come continuità tra partite diverse. Purtroppo, anche sotto questo profilo, non siamo equilibratissimi: ci sono delle partite in cui facciamo bene e delle partite in cui non facciamo bene; se volessimo fare un grafico – prova a spiegare il centravanti del Livorno – il nostro andamento sarebbe quello di una linea spezzata che va in su e in giù, non quello di una linea retta che progredisce in maniera costante.
“Per provare a uscire da questa situazione, che ha una motivazione innanzitutto mentale, dobbiamo provare ad accrescere la qualità del nostro gioco: ma è evidente che, non giocando sulle ali dell’entusiasmo, tutto ci riesce più difficile e, da questo punto di vista, dobbiamo provare a continuare a migliorare” ha concluso Lucatti.
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