Grosseto - Simone Lo Faso ha compiuto venticinque anni da pochi giorni e, grazie al suo tiro dal dischetto, è tornato al gol dopo 133 giorni e ha contribuito in maniera determinante all’ottenimento del pareggio amaranto sul terreno del “Carlo Zecchini” contro il Grosseto.
Ciononostante, nel presentarsi in sala stampa, non è propriamente il ritratto della felicità, complice anche una botta che, probabilmente, dovrà essere valutata in settimana: “Sapevamo di dover affrontare una partita difficile perché loro sicuramente non meritano di occupare quelle posizioni di classifica, vista la squadra che hanno. Abbiamo cercato di approfittare della superiorità numerica e abbiamo la consapevolezza di essere riusciti a riprendere una partita che, fino a non molte settimane fa, si sarebbe conclusa in maniera diversa: questa cosa deve portarci a guardare con fiducia al prolungamento della nostra striscia positiva, considerando che le prossime due partite saranno entrambe disputate tra le mura amiche”.
Per il resto, a detta di Lo Faso, non c’è molto altro da salvare rispetto alla partita di oggi, che ha visto il Livorno piegare il capo per lunghi tratti al cospetto del più determinato avversario: “È sotto l’occhio di tutti che, fuori casa, abbiamo delle difficoltà: però, non soffermiamoci sul rendimento esterno. Abbiamo affrontato una squadra molto attrezzata: ora non c’è più tempo per pensare al passato; pensiamo, invece, alle ultime partite, visto che ce ne sono tante a disposizione” ha proseguito il giocatore nativo di Palermo.
“Abbiamo due partite importantissime: pensiamo, pertanto, prima, al Montespaccato e, poi, all’Arezzo” ha concluso Lo Faso.
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