Livorno – Felipe Curcio, trentuno anni da compiere il prossimo 6 agosto, è sicuramente una delle note più liete del recente mercato di riparazione amaranto e, più in generale, è uno dei giocatori più affidabili, dal punto di vista del rendimento, tra quelli attualmente a disposizione del mister Fabio Fossati: contro il Mobilieri Ponsacco, ad esempio, da un suo calcio di punizione è scaturito l’assist per la testa di Tanasa, che il centrocampista romeno è stato bravo a depositare in rete, alle spalle del portiere Mattia Fontanelli.
Dall’espressione del suo viso, si leggono tutta l’amarezza e tutta la delusione per l’esito di una partita, che ha avuto un risultato diverso rispetto a quello che era lecito aspettarsi in casa Livorno, alla vigilia dell’incontro con la squadra di Francesco Bozzi: “Non abbiamo sottovalutato l’impegno contro l’avversario di oggi e abbiamo preparato la partita come tutte le altre, con l’obiettivo di portare a casa la vittoria: abbiamo preso gol all’inizio, siamo riusciti a recuperare il risultato, ma non a vincere la partita – ha argomentato Curcio – perché, sebbene siamo stati bravi a creare qualche palla gol e sfortunati a colpire tre legni, è mancato qualcosa sul piano dell’agonismo e della cattiveria. È inutile girarci intorno: possiamo migliorare sul piano del gioco ma se non cresciamo tutti sul piano della determinazione, a cominciare da me, siamo destinati a fare fatica; non abbiamo altra strada che continuare a lavorare, guardare quello che abbiamo sbagliato e ciò che dobbiamo migliorare, rimanendo in silenzio. Questa è la verità”.
La duttilità di tanti elementi della rosa amaranto - pensiamo allo stesso Curcio, a Brisciani e a Fancelli solo per fare i primi nomi che ci vengono in mente - è alla base dell’assenza di un undici titolare, dei continui cambiamenti di modulo e delle ripetute variazioni nell’ambito del medesimo sistema di gioco: “Tutto questo può rivelarsi un’arma a doppio taglio, ma solo fino a un certo punto: in realtà, noi siamo chiamati a fare ciò che ci chiede il Mister per cui, se il Mister mi chiede di fare il quinto devo fare il quinto, e se il Mister mi chiede di fare il difensore, devo fare il difensore. È l’applicazione della regola degli under e degli over a dettare i continui cambiamenti”.
Giunto a Livorno su precisa indicazione di mister Favarin, che lo aveva avuto con sé ad Andria già nel corso della stagione 2016/2017 in serie C, Felipe Curcio è, tra i tanti giocatori amaranto, uno di quelli a cui può esser pesato di più il distacco dall’allenatore ex Tau Altopascio: “Dispiace per come è andata a finire con Favarin, perché era riuscito a costruire un buon rapporto con il gruppo, ma il legame che esiste tra allenatore e giocatori è, purtroppo, soggetto al conseguimento dei risultati: ora abbiamo un altro Mister e dobbiamo seguire lui” ha concluso il centrale sinistro, alla sua sesta presenza complessiva con la maglia del Livorno.
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